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DA DOMANI DECARO È PRESIDENTE. GLI ALTRI ELETTI DEVONO ATTENDERE.  GIUNTA, LE RIVENDICAZIONI TERRITORIALI COMPLICANO LE SCELTE DEL GOVERNATORE

Le trattative: in tanti aspirano a fare parte dell’esecutivo pugliese. Ma decaro deve fare i conti con i vincoli dello statuto.

Per interpretare le modalità di forma­zione della prossima giunta di Antonio De­caro ci sono due strade: diventare campioni della disciplina di origine scandinava Orien­teering, o provare a rileggere il saggio dell’ex allenatore del Bari Eugenio Fascetti, il cult intitolato II modulo di gioco 5-3-2. Origini e trasformazioni nel tempo.

L’eurodeputato dem, infatti, potrebbe sce­gliere la difesa a 5, ovvero nominare cinque esponenti dem (quattro consiglieri regionali. ed un esterno). La selezione dei componenti della squadra del Pd non potrà non tenere conto delle istanze dei territori: quando una provincia riserva trentamila preferenze ad un candidato lo elegge sostanzialmente come «tribuno del territorio».

Nel Barese il raccolto elettorale di Francesco Paolicelli lo lancia verso una possibile nomina assessorile, o – se dovessero prevalere altre priorità – verso il ruolo di capogruppo o di presidente del Con­siglio regionale (posizione che gli consen­tirebbe di rendere fluida la produttività le­gislativa dell’assemblea). In seconda battuta e se il partito indicherà una seconda donna, c’è l’opzione di Elisabetta Vaccarella, con quasi 27mila voti: assessore comunale barese, è vi­cina al deputato dell’area Bonaccini Marco Lacarra. Considerando l’eccezione territoria­le, sempre come barese andrebbe considerato il governatore uscente Michele Emiliano, pa­pabile come assessore esterno (allo Sviluppo economico e alle crisi industriali).

Dal Salento arriva forte lu vientu che so­stiene Stefano Minerva: ex sindaco di Gal­lipoli e presidente della Provincia, ha otte­nuto 30mila preferenze, doppiando Loredana Capone, donna forte del partito, nonché vi­cepresidente dell’assemblea nazionale dem (per l’area Schlein). L’ex presidente del Con­siglio regionale proverà a far valere le sue relazioni romane per ritagliarsi uno spazio istituzionale nella stagione Decaro.

Per l’area ionica è certo l’ingresso in giunta di Donato Pentassuglia: di cultura riformista, da sem­pre vicino a Decaro, potrebbe tornare ad oc­cuparsi di Sanità o assumere deleghe di peso come quella al Bilancio.

In Capitanata ha ottenuto un consenso ple­biscitario Raffaele Piemontese: quarantenne cresciuto nella cantera del partito, ogni ele­zione moltiplica i suoi consensi. Nell’ultima tornata lo ha fatto anche gestendo due deleghe roventi: il Bilancio e soprattutto, nella fase finale del secondo mandato di Emiliano, la Sanità (in estate ha girato tutto il Gargano per monitorare i servizi di prossimità territo­riale).

Altra casella da considerare assegnata è quella per la Bat a Debora Ciliento, assessore uscente ai Trasporti, vicina a Francesco Boc­cia: ha tutte le competenze per dedicarsi an­che al welfare. Il Pd, infine, ha un altro cam­pione delle preferenze: è il mesagnese Toni Matarrelli, già deputato, consigliere regio­nale e sindaco: una risorsa preziosa con la sua esperienza nel mandato che sta per iniziare.

Avs indicherà un suo nome tra i cosiddetti «militanti»: o il barese Gano Cataldo, o Anna Grazia Maraschio, ex assessore all’Ambiente, defenestrata da Emiliano a metà mandato.

 La lista Decaro presidente ha due opzioni in prima linea: Grazia Starace, ex assessore alla cultura di Vieste, e Silvia Miglietta, ex as­sessore della giunta di Lecce guidata da Carlo Salvemini.

Il M5S, che ha con Decaro un rapporto solido grazie alle relazioni intercorse negli ultimi mesi tra l’eurodeputato e l’ex premier Giuseppe Conte, ha tre indicazioni possibili, con tre variabili territoriali: la foggiana Rosa Barone, espressione di un territorio nel quale il Movimento ha un radicamento straordi­nario; la tarantina Annagrazia Angolano, bandiera dell’ambientalismo connesso alla questione ambientale dell’Ilva (con posizioni critiche dell’industrialismo), e Cristian Casili, veterano salentino che ambisce alla de­lega all’Agricoltura. La lista Per la Puglia potrebbe favorire una delega al barese Sa­verio Tammacco, anche perché se tornasse nell’esecutivo Sebastiano Leo, ci sarebbe il rischio di una riproposizione di tanti volti della passata stagione, quasi un Emiliano ter.

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