Con la cerimonia «Radici e orizzonti» si sono concluse le celebrazioni per il trentesimo anniversario del Parco Nazionale del Gargano, un evento che ha visto due momenti significativi. La prima tappa si è svolta a Monte Sant’Angelo, dove il commissario straordinario Raffaele Di Mauro, il presidente della Federparchi Luca Santini e il generale Angelo De Vita, comandante dei Carabinieri Forestali della Puglia, hanno dato il via ai festeggiamenti. La cerimonia è stata arricchita dalla scopertura della targa commemorativa con i nomi dei presidenti che si sono succeduti alla guida dell’Ente Parco dal momento della sua istituzione.
Il secondo appuntamento ha avuto luogo a San Giovanni Rotondo con il convegno «I Parchi come modello di sviluppo». In questa occasione sono intervenuti Di Mauro, il direttore facente funzioni Vincenzo Totaro, la dirigente della divisione TMB Maria Lombardi e la dipendente Monica Contegiacomo, mentre le conclusioni sono state affidate, in videocollegamento, al ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin.
Il ministro Pichetto Fratin ha sottolineato l’importanza del Parco Nazionale del Gargano, descrivendolo come «uno scrigno di biodiversità» e un simbolo di impegno per la conservazione della natura. «In questi trent’anni, il Parco del Gargano ha dimostrato che la tutela ambientale può essere un motore di sviluppo, di benessere e di crescita economica. È una realtà meravigliosa, che insieme alle Isole Tremiti, costituisce una delle aree protette più vaste d’Italia», ha affermato il ministro.
Anche il commissario Di Mauro ha ripercorso questi trent’anni di tutela naturalistica, evidenziando i progressi e le sfide affrontate, talvolta con difficoltà, ma soprattutto il forte senso di identità che caratterizza il Parco. «Il Parco Nazionale del Gargano non è un semplice luogo geografico, ma un patto tra l’uomo e la montagna sacra che si affaccia sul mare», ha dichiarato Di Mauro, rimarcando la ricchezza di tradizioni contadine, marittime e religiose che costituiscono il cuore pulsante del territorio.
Tuttavia, il commissario ha anche evidenziato le sfide cruciali che il Parco si trova ad affrontare, tra cui i cambiamenti climatici, l’emergenza incendi, la diffusione della Xylella, e la scarsità della risorsa idrica. «Queste sfide richiedono un impegno collettivo e una responsabilità condivisa», ha sottolineato Di Mauro, riferendosi agli sforzi in atto per attivare collaborazioni con i Comuni, le associazioni ambientaliste, le organizzazioni di categoria, gli agricoltori e gli allevatori, nonché con le comunità locali, alle quali il Parco appartiene.
Guardando al futuro, il commissario ha delineato la visione di un Parco del Gargano più moderno e accessibile, puntando su innovazioni tecnologiche e una maggiore fruibilità per tutti, compresi i diversamente abili. «Immaginiamo un Parco che sia un leader nella prevenzione degli incendi, che difenda l’agricoltura tradizionale e i suoi prodotti tipici, e che sia in grado di generare posti di lavoro attraverso un turismo sostenibile», ha concluso Di Mauro, ribadendo l’importanza di preservare le tradizioni locali mentre si promuove uno sviluppo armonioso e rispettoso dell’ambiente.
Il Parco Nazionale del Gargano, dunque, si appresta a guardare al futuro con un rinnovato impegno nella protezione e valorizzazione del suo patrimonio naturale e culturale, mentre affronta le sfide globali con determinazione e innovazione.



