Il Presidente del Consiglio Comunale Michele Lapomarda punta il dito contro gli affitti brevi e la pressione turistica per giustificare l’emergenza abitativa a Vieste.
Ma è davvero questa la soluzione?
Puntare il dito contro chi investe sul territorio e contro il mercato che porta ricchezza?
Dire che gli affitti brevi creano “squilibri” significa ignorare che migliaia di famiglie pugliesi integrano il proprio reddito proprio grazie a questo settore.
Limitare il mercato o demonizzare chi affitta ai turisti non risolverà il problema della casa; rischierà solo di impoverire la nostra economia locale.
L’emergenza abitativa non nasce perché ci sono troppi turisti, ma perché per decenni la politica non ha saputo:
• Investire in Edilizia Convenzionata: Dove sono i piani di zona? Dove sono gli incentivi per i costruttori che realizzano case a canone moderato?
• Sbloccare l’Urbanistica: La burocrazia regionale e comunale tiene fermi progetti che potrebbero immettere nuovi alloggi sul mercato.
• Recuperare l’esistente: Invece di invocare nuove leggi, si lavori per rendere appetibile il recupero del patrimonio edilizio degradato attraverso sgravi fiscali locali (IMU/TARI) per chi affitta a residenti a lungo termine.
Il diritto all’abitare si garantisce aumentando l’offerta, non riducendo la libertà dei proprietari.
Si chiadono al Presidente Decaro non “strumenti normativi per liberare case” (che suona pericolosamente come un esproprio di fatto), ma:
• Fondi per giovani coppie destinati all’acquisto della prima casa.
• Partenariati pubblico-privato per lo sviluppo di nuovi quartieri sostenibili.
• Infrastrutture e trasporti che permettano di vivere bene anche nelle zone meno centrali, decongestionando i centri storici senza uccidere il business turistico.
La risposta all’emergenza casa non può essere la decrescita felice o la limitazione della proprietà privata. Se mancano case per i residenti, è perché la politica ha smesso di programmare, non perché i turisti hanno iniziato a venire”.
Avv. Mariateresa Bevilacqua



