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REGIONE/ LA GIUNTA È IN RAMPA DI LANCIO DECARO SCEGLIE LA DISCONTINUITÀ. SOLE CONFERME PENTASSUGLIA E CILENTO. RESTANO IL NODO EMILIANO E IL CASO SALENTO

La Regione inizia a tararsi sul ritmo intenso di lavoro del neo governatore An­tonio

Decaro: ieri, dopo un giro a Torre a Mare tra bar e lo storico barbiere, è arrivato in presidenza di prima mattina. Una riu­nione con i tecnici dell’Aress per il dossier Sanità alle 9,30 e poi dalle 10,10 sugli altri dossier roventi, tra i quali c’è la definizione della nuova giunta, la cui nomina non potrà essere rimandata oltre lunedì (inizialmente aveva immaginato di farla in «poche ore»).

Dopo aver provato a intersecare i fattori della territorialità, dell’equilibrio tra le for­ze della coalizione, e della parità di genere, secondo i beninformati il nuovo elemento che determinerà la valutazione finale è an­che il tasso di «discontinuità» rispetto al passato. L’eurodeputato rivendica autono­mia ma anche e soprattutto la scelta di segnare Tinizio di una nuova stagione, con modus operandi differenti rispetto al pas­sato, e una prassi che lo vedrà in prima linea nelle partite più complesse (come emerso già nelle dinamiche sanitarie tra liste d’at­tesa e pronto soccorso).

– Il predecessore Mi­chele Emiliano è un magistrato in aspet­tativa e a stretto giro dovrà comunicare al Csm gli orientamenti per il futuro, n pos­sibile assessorato (allo Sviluppo economi­co) gli consentirebbe di consolidare il suo status di «fuori ruolo». Ma se i tempi nei quali la querelle viene affrontata si allun­gheranno, il presidente uscente potrebbe trovare nella pec una mail di assegnazione ad una nuova sede (presumibilmente in Molise o in Campania). Per il suo ingresso nella giunta ci sono stati nelle scorse set­timane contatti nazionali. Alcune indiscre­zioni darebbero conto anche di un colloquio con Elly Schlein (risalente a prima delle feste). Il secondo innesto «extra consiglio» sarà l’assessore per Avs: il partito della sinistra radicale proporrà a Decaro una rosa di donne (tra cui ci sono Anna Grazia Maraschio e Ines Pierucci). Ieri sui social è girata una petizione (dalTaccount delle Ma­nifatture Knos) per «sponsorizzare» l’asses­sorato tecnico di Angela Barbanente, che aveva tenuto la delega all’Urbanistica con Vendola (e aveva indicato Carla Tedesco per lo stesso ambito nella prima giunta Decaro). Le posizioni dell’accademica, però, insieme innovative e rigorose, andrebbero armonizzate (a fatica) con l’ala della coa­lizione più sensibile alle ragioni del mondo dell’edilizia.

Il partito della Schlein vorrebbe cinque assessorati più la presidenza del Consiglio (posizione per la quale continua a essere ricorrente il nome del barese Francesco Paolicelli). Nel virtuale borsino restano i più quotati Do­nato Pentassuglia (alla Sanità) e Debora Ciliento (vicina al capogruppo Francesco Boccia), mentre la questione rosa potrebbe far salire le quotazioni di Rosella Falcone in Capitanata o Isabella Lettori (che però avrebbe già espresso alcune risere sull’ipotesi). Le alternative? Il ritorno di Raffaele Piemontese, uomo forte delle due giunte Emiliano, avendo avuto l’assesso­rato al Bilancio, e Toni Matarrelli, forte dell’exploit dem in una provincia, quella di Brindisi, che cinque anni fa aveva avuto una maggioranza prò Fitto. Con imo sce­nario simile, il derby leccese tra Stefano Minerva e Loredana Capone verrebbe spo­stato nella diatriba-capogruppo dem, ruolo strategico per tenere coesa la coalizione (che ha già una serie di «spine» program­matiche).

I pentastellati, nonostante una nota morotea del coordinatore Leonardo Donno, è in ebollizione a causa delle aspi­razioni assessorili di Rosa Barone, Cristian Casili e Annagrazia Angolano. I contiani aspirerebbero all’Ambiente, ma alla fine potrebbero essere contenti della delega all’Agricoltura (che premierebbe la figura più istituzionale).

Alcune ricostruzioni, non confermate, riportavano di una riu­nione tra i quattro eletti, per discutere di prospettive varie. Nelle ultime ore è di­ventata più complessa la strada per la riconferma di Sebastiano Leo, mentre Sa­verio Tammacco aspetterebbe solo una chiamata, garantendo il suo supporto elet­torale al centrosinistra nelle prossime sfide amministrative e politiche (forse anticipate se il referendum premierà il riformismo di Giorgia Meloni).

La lista lealista ha due donne che potrebbero assumere i gradi di assessore: sono Grazia Starace, espressione del Gargano (vicina al presi­dente della Provincia Giuseppe Nobiletti) e Silvia Miglietta, già assessore della giunta progressista di Carlo Salvemini.

Risolta a stretto giro la partita della giun­ta, Decaro avvierà l’approfondimento sulla ridefinizione dei direttori di dipartimento (con un effetto Domino imprevedibile) e sui manager delle Asl.

gazzettamezzogiorno