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SANITÀ PUGLIA, PRIMA GRANA PER DECARO SULLE LISTE DI ATTESA, I SINDACATI SI DIVIDONO. I MEDICI DI FAMIGLIA: «DECISIONE INACCETTABILE»

La Fimmg al governatore: atto unilaterale e inaccettabile. Pronto soccorso, mancano 116 unità. Anelli, presidente dell’Ordine: manca il personale. Apprezzamento dai sindacati Anaao, Cimo e Cgil.

 Applausi da un lato, contestazioni dall’altro. Di mezzo la situazione critica dei pronto soccorso. È la sintesi estrema del sabato che Antonio Decaro ha dedicato alla sanità. I medici si dividono e reagiscono in modo differente al provvedimento di abbattimento delle liste d’attesa firmato dal governatore. A dirsi soddisfatti sono i sindacati convocati ieri mattina in videoconferenza per discutere del documento. La richiesta di collaborazione costante arrivata da Decaro ha trovato porte aperte nei rappresentanti delle professioni sanitarie, ben contenti di sentirsi coinvolti nelle decisioni che saranno assunte.

Ben altro clima si respira tra i medici di medicina generale, anche loro coinvolti nel provvedimento sulle liste d’attesa. Lo si intuisce dalle parole del segretario regionale Fimmg Puglia, Antonio De Maria che reputa «inaccettabile» l’aver assunto un provvedimento «unilateralmente, nonostante impatti sull’organizzazione e sulle attività dei medici di medicina generale». Insomma, la prima grana per Antonio Decaro. Per De Maria così facendo la Regione «ha messo in mora i medici di medicina generale, un atto illegittimo e offensivo sia nel metodo che nella sostanza». Un disappunto tale da indurre Fimmg a dichiarare lo stato di agitazione annunciando, se non sufficiente, «qualunque provvedimento necessario per tutelare la categoria».

Il presidente dell’ordine dei medici di Bari, Filippo Anelli, pur apprezzando «la postura decisa» di Decaro, puntualizza su un altro aspetto determinante: il personale. «Estendere giorni ed orari per gli esami diagnostici è un intervento di buon senso – dice Anelli -. Ma, mi chiedo, come possiamo metterlo in atto? Abbiamo il personale necessario a disposizione?».

Per il presidente dell’ordine dei medici, è pure sovradimensionato il dato secondo cui il 40% delle prescrizioni sarebbe non necessario, perché mancherebbe una verifica clinica di quell’appropriatezza. Di qui il suggerimento a «guardare avanti e non ripetere gli errori del passato». Un malcontento che si percepisce anche nelle parole del segretario regionale del sindacato Ussmo, Franco Lavalle che sollecita all’ascolto delle cause che hanno condotto alle criticità del sistema. «Non è sensato – dice Lavalle – credere di risolvere con un tocco di bacchetta magica. Può un medico che ha lavorato fino alle 23 essere abbastanza riposato la mattina seguente, alle sette, in sala operatoria e cimentarsi per ore in interventi delicati?».

Come si diceva, non solo contestazioni. Anche plausi. I sindacati che ieri hanno partecipato alla riunione convocata di buon mattino via streaming da Decaro, ha avuto un esito positivo. «Differentemente da quanto avvenuto negli ultimi anni, il presidente ha sentito il bisogno di comunicare direttamente decisioni prese e illustrare il suo pensiero – ha fatto notare Stefano Andresciani, Anaao Assomed -. Una riunione che va nella direzione giusta». La pensa così anche Antonio Mazzarella (Cgil): «Bene la sua dichiarazione d’intenti, ma si guardi anche all’extramoenia». Arturo Oliva (Cimo) fa notare come si sia tornati a parlare di osservatorio sulla libera professione «istituito 12 anni fa e mai convocato». Intanto, come detto, Decaro sta lavorando sull’altra grande criticità della sanità pugliese: i pronto soccorso. Dai dati analizzati con i tecnici del dipartimento regionale, è emerso che l’80% degli accessi sono codici bianchi e verdi, solo il 2% sono emergenze da codice rosso, mentre il restante 18% sono urgenze. All’appello mancano 116 unità di personale. Nelle prossime settimane si lavorerà sulle priorità nell’attesa di una riorganizzazione complessiva del sistema.