Abbiamo tutti goduto delle feste, con il nuovo anno ogni comunità, piccola o grande, si aspetta dei cambiamenti e il ruolo dei suoi amministratori diventa ancora più centrale. Sono chiamati non solo a gestire l’ordinario, ma anche a promuovere innovazione, interpretare il cambiamento culturale e quello economico del territorio, anticipare le sfide e dare risposte concrete.
Avere il coraggio d’ immaginare e costruire un futuro diverso, capace di cambiare davvero il volto del paese e del suo territorio, intervenire con scelte chiare e responsabili affinché il cambiamento non resti solo un’intenzione, ma diventi un percorso reale e condiviso di crescita. In concreto, abbiamo alle spalle un quarto di secolo di questi anni duemila ed è ora di gettare uno guardo oltre le paratie, i coriandoli, lustrini e paillettes, il quotidiano.
Scrutare un po’ l’orizzonte, capire quale direzione prendere, in quali condizioni e con quali strumenti affrontare i prossimi anni. Vico del Gargano presenta una lettura in chiaroscuro su cui soffermarsi un minuto per aggiustare il tiro, capire i punti deboli e quelli potenzialmente forti su cui poggiare i prossimi passi.
I fatti, le statistiche, la quotidianità, ci mostrano una fotografia di paese in affanno (il dato IFC di ISTAT è più severo): al 31 dicembre residenti 7175, di cui 224 immigrati; emigrati per nuove residenze o altro 124; nascite 30; decessi 80; una popolazione di pensionati seguiti da quelli in attesa di pensioni, giovani senza lavoro e prospettive, servizi essenziali inesistenti oppure a ritmi alternati, una economia da ‘candle in the wind’.
Reggono ancora (ma fino a quando?) il posto fisso e le pensioni. Sul fronte opposto il paese conserva ancora delle potenzialità che, se opportunamente guidate, possono aprire orizzonti più chiari. Con le elezioni regionali e con l’adesione alla “Città Gargano” Vico ha fatto una scelta importante e coerente mettendosi nella scia dei tempi nuovi. Ora manca l’ultimo passo in coerenza alla tanto auspicata discontinuità: una verifica urgente e necessaria degli 11 punti del “documento politico/programmatico” firmato da tutta l’amministrazione il 20 marzo 2024, che ha aperto le porte ai quattro consiglieri PD a sostegno della consiliatura Sciscio.
Prendere in mano gli antichi ritardi su cui è posato uno strato di polvere e la rassegnazione del laissar faire; la sua centralità di ambito; un Piano Regolatore inattuato; il recupero di pezzi pregiati di territorio; il recupero del Centro antico; un turismo da sprovincializzare e ammodernare; una nuova mappa dei bisogni; il completamento e l’avvio di servizi essenziali.
Passati 21 mesi da quell’accordo cambiare l’assetto amministrativo non è sempre un male, al contrario, può rappresentare la chiave per superare la stanchezza. Il rinnovamento porta con sé idee diverse, energie nuove e uno sguardo più attento ai cambiamenti in atto. Amministratori in grado di coniugare competenza e innovazione, ascolto e decisione, programmazione e concretezza, per governare il presente e preparare il futuro con responsabilità, trasparenza e attenzione ai bisogni ‘veri’di Vico.
Cordialmente!
michele angelicchio



