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VIESTE/ L’EMERGENZA SILENZIOSA DI ALCOL E DROGA: IL PROBLEMA RESTA, NONOSTANTE LE RETATE

A Vieste, come nel resto della “Città Gargano”, l’emergenza legata al consumo di alcol e droga continua a crescere nel silenzio generale. Dopo le retate che hanno decapitato la cupola della malavita garganica, in molti avevano sperato in una svolta definitiva, in un argine concreto allo spaccio. Ma la realtà, purtroppo, racconta altro: la droga continua a circolare copiosamente, tra Vieste e gli altri centri del promontorio.

Negli ultimi tempi abbiamo ricevuto numerose segnalazioni e mail da cittadini e famiglie che chiedono di non abbassare l’attenzione su un tema così delicato. Un appello accorato a non “mettere sotto il tappeto” il dolore di figli e figlie caduti nel tunnel della droga o dell’abuso di alcol, spesso nel disinteresse o nell’imbarazzo collettivo.

Anni fa, uno spot mandato in onda dalla nostra ormai defunta ONDARADIO cercava di scuotere le coscienze e mettere in guardia le famiglie. Un messaggio diretto, volutamente crudo, che suscitò reazioni forti e persino intimidazioni da parte di un gruppo di giovani liceali nei nostri confronti. Il senso di quello spot era semplice e drammatico: riconoscere i segnali, non voltarsi dall’altra parte.

Ve lo sintetizziamo:

 C’era la nonna che diceva: figlio mio perchè hai gli occhi lucidi e ti cola sempre il naso??

Il genitore: perchè sei troppo spesso agitato, depresso o aggressivo??

Il fratellino: perchè muovi sempre la mandibola e vai spesso al bagno??

La mamma: perchè ti sfreghi i denti, li hai già tutti rosicchiati??

La voce finale: se noti tutto cio’ in chi hai vicino è perchè si droga!!! non far finta di non capire……… così lo aiuti a morire. Potrebbe essere troppo tardi!!!

Mamma, guarda una sola volta per vedere bello…… e due volte per vedere giusto!!!!!!!!!!

la droga uccide!!!!!

Oggi, più che mai, torna attuale la necessità di strumenti concreti e condivisi. Perché non pensare di istituire un osservatorio permanente sul consumo di alcol e droga, capace di affrontare il fenomeno in modo strutturato e responsabile? Un luogo di confronto continuo che metta insieme prevenzione, ascolto e responsabilità.

L’osservatorio potrebbe riunire genitori, esperti sanitari e sociali, rappresentanti delle associazioni di categoria e delle forze dell’ordine, con l’obiettivo di analizzare dati, raccogliere segnalazioni e valorizzare buone pratiche. Non un organismo punitivo, ma uno spazio di dialogo e proposta.

Tra i temi da affrontare, per esempio: campagne di sensibilizzazione, formazione del personale dei locali, collaborazione con le famiglie e monitoraggio costante dei comportamenti a rischio tra i più giovani. Sarebbe un segnale chiaro della volontà di non rassegnarsi, di affrontare il problema prima che diventi emergenza, puntando sulla prevenzione e non solo sulla repressione.

Perché il silenzio, in questi casi, non è mai neutrale. E continuare a tacere significa lasciare che il fenomeno cresca, consumando vite e futuro.

n.