E’ la prima conseguenza pratica del provvedimento con il quale il presidente della Regione, Antonio Decaro, ha inaugurato il suo mandato. A partire dal primo febbraio saranno 16mila i pugliesi che verranno contattati dalle Asl di appartenenza per la riprogrammazione di accertamenti e visite urgenti non ancora espletate.
Ai cittadini sarà fornita una nuova data che permetterà loro di eseguire in tempi brevi quelle prestazioni che attendono probabilmente da mesi. Decaro il 9 gennaio scorso ha firmato un atto che aveva annunciato in campagna elettorale: un provvedimento che introduce un piano sperimentale per dare una risposta, sia pure non definitiva, al problema delle liste di attesa.
Il decreto impone ai manager delle aziende sanitarie di presentare entro 15 giorni un progetto per ridurre i tempi di attesa per le prestazioni brevi o urgenti che sono state già prenotate dai pazienti e che però non sono state ancora effettuate.
Le Asl possono proporre alcune soluzioni, come quelle di mantenere gli ambulatori aperti anche nel fine settimana, di prolungarne l’apertura sino alle 23 o più in generale di garantirne il funzionamento su arco temporale di 12 mesi.
L’obiettivo è quello di recuperare appuntamenti per prestazioni che nonostante siano caratterizzate dall’urgenza non sono ancora state espletate. Da un monitoraggio condotto dal dipartimento Salute i pugliesi che saranno contattati per ricevere un nuovo e più ravvicinato appuntamento sono 16mila. Secondo le indicazioni contenute nel provvedimento di Decaro, i piani sperimentali dovranno esaurirsi entro la fine di giugno.



