Contatti tra il neo governatore e i dirigenti nazionali di partito, la corsa a un posto in giunta tra uscenti e new entry.
Una telefonata “salva la vita”, recita un vecchio spot. Agli aspiranti assessori potrebbe quantomeno cambiarla. Ore frenetiche in Puglia, da un capoluogo all’altro, dove i campioni di preferenze emersi dal voto delle Regionali fanno fatica a nascondere l’ambizione ad entrare a far parte della nuova squadra di governo di Antonio Decaro. Il presidente della Regione, proclamato lo scorso 7 gennaio, ha di fatto una decina di giorni di tempo per rendere pubbliche le sue scelte. Desideroso di mettere tutti i tasselli al proprio posto, aveva immaginato di comporre il mosaico nel giro di poche ore, subito dopo l’ufficializzazione da parte della Corte d’Appello dei nomi dei 50 consiglieri regionali eletti. Ma i tempi inevitabilmente si sono rivelati meno immediati. C’è qualche riflessione in atto del diretto interessato, e gli altri possono solo aspettare, non senza patemi d’animo.
In attesa delle decisioni definitive, lo schema immaginato da Decaro rappresenta (quasi) una prima certezza. Dieci sono gli assessori da nominare, otto tra i consiglieri neo eletti, due da ingaggiare dall’esterno. L’obiettivo è la parità di genere, dunque cinque donne e cinque uomini, con l’ulteriore proposito di assicurare almeno una presenza a tutte le province. Non facilissimo, in un gioco delle sedie che comunque lascerà qualcuno fuori. Si parte dal Partito Democratico, di gran lunga lo schieramento più votato nel centrosinistra, quasi il 26% delle preferenze. Cifre che valgono quattro caselle in giunta, più la presidenza del consiglio regionale (che andrà votata in aula a fine mese). In pole position l’uomo più eletto a Bari e provincia, Francesco Paolicelli, a lungo già collaboratore di Decaro. Seguono tre assessori dell’esecutivo uscente guidato da Michele Emiliano: Donato Pentassuglia (Taranto), Raffaele Piemontese (Foggia) e Debora Ciliento (Bat). Così il gruppo sarebbe già al completo, ma ad ambire a una posizione di rilievo sono anche i due maggiormente suffragati a Brindisi e Lecce, Toni Matarrelli e Stefano Minerva, che in alternativa potrebbero spostarsi verso la già citata presidenza dell’assemblea o il ruolo di capogruppo in aula. Ma allo stesso tempo si registrerebbe un forte squilibrio di genere all’interno del partito, con Elisabetta Vaccarella (seconda a Bari) e la presidente uscente dell’assise Loredana Capone (seconda a Lecce) di certo non rassegnate a rimanere a guardare.
Tre posti in giunta dovrebbero poi toccare alle due liste civiche che hanno superato lo sbarramento elettorale. Due nomi il neo governatore deve pescarli da “Decaro Presidente”, la lista curata da lui in persona con il coordinamento dell’ex sindaco di Bitonto Michele Abbaticchio. E saranno, con tutta probabilità, due donne: Grazia Starace, già assessora comunale a Vieste, e Silvia Miglietta, un passato in giunta a Lecce con l’amministrazione Salvemini. Meno scontate le scelte nella lista “Per la Puglia”, dove ambiscono a un assessorato il salentino Sebastiano Leo, ex delegato all’Istruzione, il molfettese Saverio Tammacco e l’ex sindaco di Lucera Antonio Tutolo.
Il campo largo impone invece due assessori per gli alleati di partito. Uno, “doveroso”, è per il Movimento 5 Stelle, che ha eletto quattro consiglieri regionali. Tutti con aspirazioni di governo. Dal leccese Cristian Casili alla new entry polignanese Maria La Ghezza, ma non si può sottovalutare l’eventuale peso dell’ex sottosegretario tarantino Mario Turco nella possibile indicazione di Anna Grazia Angolano, né l’eventuale endorsement di Giuseppe Conte per la sua conterranea Rosa Barone, già assessora al welfare con Emiliano. D’Altra parte non è un mistero che Decaro abbia voluto interloquire direttamente con i leader nazionali per sondare i vari nomi, metodo adottato anche per Alleanza Verdi Sinistra, che avrà un posto nell’esecutivo nonostante il mancato superamento della soglia elettorale (con la clamorosa esclusione dell’ex governatore Nichi Vendola). Sta di fatto che Avs avrebbe indicato una terna da cui estrarre il prescelto: Gano Cataldo, segretario provinciale barese di Sinistra Italiana, Anna Grazia Maraschio, leccese ed ex assessora regionale all’ambiente, e infine Ines Pierucci, esponente dei Verdi, già in giunta comunale con Decaro a Bari.
Considerato che il nome di Avs va contato tra gli esterni, resta una sola casella per chi non è in consiglio. E qui si arriva alla telenovela infinita che da quasi sei mesi vede protagonisti Decaro e il suo predecessore Michele Emiliano. L’ormai ex presidente ha dovuto digerire il boccone amaro del veto, di fatto imposto dal successore, a una sua candidatura all’assemblea regionale nelle liste del Pd. La rinuncia forzata avrebbe prodotto, con la mediazione della segretaria nazionale Elly Schlein, un accordo per portare Emiliano in giunta per un anno e mezzo, fino alle Elezioni Politiche del 2027 che dovrebbero vederlo poi in corsa per il Parlamento. Subito dopo il passaggio di consegne (il 7 gennaio scorso, ricordiamolo ancora), i fedelissimi di entrambi si aspettavano un rapido colloquio teso a definire deleghe e condivisione delle prime priorità di lavoro. Cosa certa è che questo incontro, durante i primi giorni di Decaro in Regione, non si è svolto. Allo stesso modo, però tutti i “papabili” di cui sopra non avrebbero avuto colloqui politici con il neo governatore, che al di là degli “obblighi di coalizione” legati al campo largo, alla fine, terminate le riflessioni, sceglierà in solitaria la sua squadra, senza consultazioni di facciata.



