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 VIESTE/ IL SIPARIO SI ALZA: CRONACHE DI AMORI, DRAMMI, MUSICA E VITE DI ATLETI STRAORDINARI

Vieste non è solo mare e bellezza paesaggistica; all’indomani delle festività natalizie, la “Perla del Gargano” si trasforma in un palcoscenico vibrante di emozioni. Sta per prendere il via, infatti, l’attesissima quarta rassegna teatrale cittadina dal titolo “Storie che prendono vita”. Un viaggio culturale che tra il serio e il faceto metterà a nudo vizi e virtù dell’animo umano, accompagnando lo spettatore fino alla primavera inoltrata con un cartellone poliedrico e per nulla prevedibile.

La forza di questa rassegna risiede infatti nella sua straordinaria varietà. Non assisteremo a semplici rappresentazioni, ma a veri e propri incroci di linguaggi. Il programma prevede performance che fondono teatro e musica, portando in scena le epiche e umane vicende di atleti straordinari: storie di fatica, traguardi e cadute che diventano metafore universali della vita.

Non mancherà l’omaggio alla tradizione mediterranea con spettacoli intrisi delle sonorità della parlata campana, una lingua che è musica essa stessa, capace di passare con naturalezza dalla comicità più travolgente alla malinconia più profonda.

Uno dei momenti più attesi della stagione sarà il racconto di un incontro tra vecchi compagni di classe. Sul palco, il “detto e il non detto” diventeranno i protagonisti di un confronto serrato con il tempo che “passa senza chiedere permesso”. Amori mai dichiarati, conflitti rimasti sospesi e bilanci generazionali si intrecceranno in quello che possiamo definire il vero “teatro della vita”, dove ogni spettatore potrà ritrovare un frammento della propria storia.

A inaugurare la rassegna sarà l’associazione Serenata alla Tarantella, una realtà profondamente legata al territorio che quest’anno ripropone “L’amico ritrovato”. Si tratta di un dramma agrodolce, una riflessione profonda sul significato dell’amicizia intesa come forza redentrice. Un inizio potente che mette al centro i sentimenti più autentici, capace di commuovere e, allo stesso tempo, di infondere speranza.

La parola come atto rivoluzionario diventa invece il focus dell’ultima performance che chiude la rassegna, sempre dell’Associazione Culturale “Serenata alla Tarantella” che in un turbinio di equivoci, psicodrammi e colpi di scena, porterà a riflettere amaramente sulla fragilità dei legami familiari.

Perché dunque andare a teatro? La rassegna di Vieste non è solo un’occasione di svago. È un’opportunità di crescita collettiva e di condivisione. In un’epoca dominata dal digitale e dalla velocità, il teatro ci restituisce la dimensione del “qui ed ora”.

Il teatro fa della parola la sua rivoluzione: una parola detta dal vivo, che vibra nell’aria, che scuote le coscienze e invita alla riflessione. È uno strumento di resistenza culturale che ci permette di fermarci e guardarci dentro.

Venite a teatro. Non perdete l’occasione di vivere questa magia. Vieste vi aspetta sotto i riflettori, per riscoprire insieme la bellezza di essere umani.

Carmela Di Giovanni