Dal dialogo con i sindaci alla tutela ambientale: le priorità per il 2026 tracciate dal commissario straordinario Raf Di Mauro.
Il Parco Nazionale del Gargano, istituito formalmente nel 1995, rappresenta uno dei patrimoni naturali più importanti dell’Italia meridionale. Con oltre 118.000 ettari di estensione e una straordinaria varietà di ambienti — dalla Foresta Umbra alle coste frastagliate, dalle Isole Tremiti fino alle aree umide e pinete — il Parco è un punto di riferimento per la biodiversità, la cultura e l’economia sostenibile in Puglia e in tutto il Paese.
Raffaele Di Mauro è il commissario straordinario dell’Ente, con lui abbiamo tracciato le linee programmatiche per il futuro “Sono tante le sfide per il 2026. Continueremo sulla linea tracciata in questi primi sei mesi di commissariamento. I progetti in cantiere sono tanti, ma la cosa più importante è continuare il dialogo con il territorio e con il rafforzamento del rapporto con la comunità garganica.
Continuerò ad ascoltare i sindaci e i cittadini del Gargano che devono tornare a rendersi conto che il Parco non può essere e non deve essere visto solo come una gabbia, ma come una grande opportunità di sviluppo. Partiamo da questi presupposti per riposizionare il Parco del Gargano sugli scenari internazionali, tornando a partecipare ad eventi e fiere di alto livello per far comprendere a tutti di cosa disponiamo nella nostra area protetta”. La tutela degli ecosistemi è l’asse portante dell’azione del Parco. Tuttavia, la gestione di habitat così diversi e fragili pone sfide cruciali, ad iniziare dalla lotta agli incendi boschivi.
“Mai più quello che è successo la scorsa estate. Eventi climatici estremi come siccità e ondate di calore aumentano il rischio di incendi, mettendo a rischio estesi territori e specie autoctone. Questi fenomeni richiedono strumenti di prevenzione e gestione forestale avanzati, e noi non ci faremo trovare impreparati”. Riflettori accesi anche sulle Isole Tremiti. “Subito il regolamento sull’area marina protetta”.
Una grande sfida riguarda la governance dell’Ente Parco, ancora in evoluzione dopo trent’anni: assenza di strumenti chiave: nonostante la lunga storia del Parco, risultano ancora non adottati strumenti fondamentali come il Regolamento interno, il Piano del Parco e il Piano pluriennale economico e sociale, previsti dalla legge sulle aree protette. “Completare l’iter di adozione dei principali strumenti di governance, con un consiglio direttivo pienamente operativo e regole chiare per la gestione quotidiana del Parco. Lavoreremo anche su questo, ma per poter attuare questi strumenti occorre dare una presidenza al Parco”.
Il Gargano non è solo natura: è anche un motore di sviluppo economico e sociale per i comuni dell’area protetta. “Il turismo, se ben gestito, può essere un’opportunità; se mal pianificato, una minaccia. Il nostro territorio ha tutti i requisiti per attrarre visitatori in ogni periodo dell’anno. Non solo turismo balneare. Abbiamo una lunga rete sentieristica, i cammini, il turismo religioso, quello culturale ed enogastronomico per lavorare tutto l’anno.
Un’offerta turistica invidiabile che nessun altro parco possiede”. Altra priorità, il recupero dell’Oasi Lago Salso di Manfredonia, da troppo tempo in stato di degrado e di abbandono. “Con il comune di Manfredonia abbiamo iniziato a dialogare, e siamo convinti che entro breve tempo quell’oasi naturalistica deve tornare fruibile. È un attrattore turistico fondamentale”.
saverio serlenga



