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LA NUOVA GIUNTA AMARO IN BOCCA NEL PARTITO DI ELLY SCHLEIN: SOLO 4 DEL PD NEL GOVERNO. ATTESE LE COMPENSAZIONI NELLE COMMISSIONI CONSILIARI

La delusione delle donne Dem. Consensi record per Vaccarella. Ma restano fuori pure Capone e Falcone.

Il giorno dopo la presentazione della giunta di Antonio Decaro, a tenere banco sono le scelte operate dal neo governatore che, inequi­vocabilmente, hanno penalizzato proprio il Pd (tecnicamente il suo partitol e, in particolare, le elette. È, secondo gli osservatori, un discorso di proporzioni che non sarebbero state rispettate: dei quattordici consiglieri che siederanno in via Gentile, i dem hanno espresso cinque donne – Loredana Capone, Elisabetta Vaccarella, Isabella Lettori, Rossella Falcone e Debora Ciliento – ma solo quest’ultima (tra le altre cose assessore uscente) è presente nell’esecutivo, con delega all’Ambiente. Poca cosa, per il partito guidato a livello nazionale da Elly Schlein, attualmente primo in Pu­glia, che del ruolo delle donne ha sem­pre fatto una battaglia di principio con­dotta con forza.

Nell’occhio del ciclone sono finite, in parti­colare, due scelte operate da Decaro ovvero non includere tra i dieci assessori la barese Vac­carella e la salentina Capone. La prima, asses­sore (eletta con record di preferenze) nella giunta Leccese dalla quale si è dimessa nei giorni scorsi, è stata la donna più suffragata di sempre in Consiglio regionale, con ben 27mila preferenze portate in dote al partito, alle spalle solo del recordman Francesco Paolicelli, fedelissimo di Decaro che, invece, in giunta è entrato, con de­lega all’Agricoltura.

Il nome di Vaccarella era stato inserito sin dal giorno dopo lo spoglio elet­torale nell’elenco dei “papabili”, invece, alla fine, la nomina non è arrivata. «E ne sono delusa – spiega la consigliera – perché il Pd viene rap­presentato solo da una donna in giunta, nono­stante il grandissimo risultato ottenuto e no­nostante il proclama della segretaria nazionale sulla forza delle donne». Forza che però non ha trovato piena espressione in lungomare Nazario Sauro. Per Vaccarella, così come per Capone, è praticamente certa la presidenza di una com­missione ma l’amaro in bocca resta.

Amaro in bocca sintetizzato, nel pomeriggio di venerdì, da una considerazione circolata duran­te la presentazione della giunta ovvero che il nuovo corso che ha accompagnato l’avvio dell’era Decaro abbia, di fatto, penalizzato solo Capone. Che è stata esponente dei due governi regionali precedenti (assessore e vicepresidente della giunta con Nichi Vendola e assessore anche con Michele Emiliano) ed è la presidente del Con­siglio uscente (incarico che stavolta andrebbe al dem Toni Matarrelli): ora la vicepresidente na­zionale del Pd si ritrova a essere una consigliera

semplice anche se, come detto, certamente pre­siederà una commissione.

Chi le sta accanto, in queste ore, la descrive con poca voglia di parlare ma certamente delusa dalla situazione che si è venuta a creare anche in considerazione del fatto che il Pd leccese – con Capone fuori dalla giunta e Stefano Minerva “solo” capogruppo – esce molto ridimensionato da questa tornata di incarichi.

Ma non è finita. Anche a Foggia c’è aria di delusione, in quanto sembra che Decaro sia stato a lungo tentato di inserire nell’esecutivo Rossella Falcone ma poi, al mo­mento di ottimizzare le nomine, la scel­ta è caduta sul vicepresidente della giunta uscente Raffaele Piemontese che lascia la delega alla Sanità per appro­dare a quella ai Trasporti (a sua volta lasciata da Ciliento che, nel 2024, l’ave­va “ereditata” da un’altra dem, Anita Maurodinoia).

Dunque, su dieci poltrone a dispo­sizione, Decaro ha scelto di attribuirne quattro alle donne (tre a elette, oltre a Ciliento ci sono anche Grazia Maria Starace e Silvia Mi­glietta (Decaro Presidente) rispettivamente a Tu­rismo e Cultura e l’esterna in quota Avs Marina Leuzzi all’Urbanistica), scegliendo un uomo (Cri­stian Casili, vicepresidente con delega al Welfare) dal gruppo del M5S che proporzionalmente ha il numero più alto di donne (tre su quattro).

Adesso si apre la partita, oltre che per le no­mine alle presidenze delle commissioni, per l’Uf­ficio di Presidenza dove, probabilmente, alcune situazioni potranno essere appianate: un’altra storia tutta da scrivere in via Gentile.

gazzettamezzogiorno