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IL FUTURO DELL’EXTRAVERGINE: OLIO UN PIANO DA MEZZO MILIARDO

Il Ministero: rilanciare il comparto con Autorità unica e la zona speciale per la xylella.

Il nuovo Piano Olivicolo Italiano 2026-2030 prevede un investimento complessivo di quasi 500 milioni di euro in cinque anni per rilanciare un settore duramente colpito dalla crisi e dalla Xylella. Tra le principali novità figurano l’istituzione di un’Autorità unica con poteri straordinari e la creazione di una Zas (Zona a Specialità Xylella) con norme semplificate su fiscalità, burocrazia e accesso al credito. Dopo le osservazioni delle associazioni di categoria, il Piano approderà in Conferenza Stato-Regioni, probabilmente a metà febbraio.

Le risorse provengono in larga parte dal provvedimento Coltivaitalia (300 milioni) e da fondi europei (175 milioni). Gli obiettivi principali sono l’aumento della produzione nazionale, la riduzione dei costi, nuovi accordi di filiera, il riposizionamento sui mercati, il recupero di circa 500mila ettari di uliveti abbandonati, con un forte focus su ricerca e qualità.

La Puglia è al centro del Piano, soprattutto per l’emergenza Xylella. Le azioni si articolano in tre ambiti:

Governance, con Autorità unica, banca dati pubblica Agea e Zas Xylella;

Prevenzione, attraverso ricerca, controlli rafforzati e deroghe alla Pac;

Sostegno economico, con l’ipotesi di un fondo decennale da almeno un miliardo di euro per rigenerazione e tutela ambientale.

Al di là della Xylella, il Piano punta a incrementare del 25% la produzione di olio, ampliando o ristrutturando 70mila ettari e riducendo i costi tramite un osservatorio dedicato. Un percorso già avviato, che ora attende il contributo delle organizzazioni di settore.