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REAGIONE/ IL NUOVO CORSO DI DECARO: PRIMA GIUNTA LA SANITÀ E L’ACQUEDOTTO

Il segnale che la po­litica non intende abbandonare il dossier sanità è stato dato anche ieri, quando Antonio De­caro si è presentato a sorpresa – con il nuovo assessore Donato Pentassuglia – al Pronto soccor­so del «Perrino» di Brindisi. Ma la priorità immediata della nuo­va giunta regionale è l’Acque­dotto Pugliese, la principale azienda pubblica del Mezzogior­no che è al centro di un percorso di trasformazione e che – al mo­mento – si ritrova nei fatti senza governance.

Il consiglio di amministrazio­ne dell’Acquedotto è scaduto dall’estate del 2024, e – con le dimissioni di Rossella Falcone, l’ex assessora di Vieste nel frat­tempo eletta consigliere regio­nale con la maglia del Pd – è pure privo del numero legale. L’azienda in base al codice ci­vile è quindi tecnicamente affidata al collegio dei revisori. Ma dopo il via libera al tra­sferimento del 20% delle azioni ai 257 Comuni pugliesi, condi­zione indispensabile per man­tenere la gestione pubblica, bi­sogna anche avviare il Comitato di coordinamento e controllo cui spetta (tra l’altro) esprimere decisioni vincolanti per il cda: il trasferimento formale delle azioni dalla Regione richiederà

diversi mesi, perché non tutti i Comuni stanno sottoscrivendo i disciplinari. E certo non si può lasciare la più importante so­cietà regionale senza una gui­da.

Il dossier è nelle mani del capo di gabinetto di Decaro, Davide Pellegrino, che è già di nuovo a pieno titolo immerso nei mec­canismi complessi della Regio­ne. L’idea, di cui probabilmente si discuterà oggi nella prima riunione di giunta, è di nomi­nare un consiglio di ammini­strazione ponte con tre compo­nenti: un presidente designato dalla Regione e due consiglieri, uno di competenza dei sindaci e l’altro (già designato da mesi) espressione di Palazzo Chigi. Ri­marrebbero in carica per il tem­po necessario a portare a ter­mine gli adempimenti tecnici di trasferimento delle azioni.

Venerdì la Regione ha illu­strato la sua idea ai 12 sindaci che compongono il Comitato di coordinamento raccogliendone il consenso. Il rappresentante regionale sarà un tecnico (do­vrebbe trattarsi del dirigente Roberto Vernieri) che svolgerà come detto le funzioni di pre­sidente. Palazzo Chigi ha da me­si designato l’avvocato salentino Luciano Ancora, molto vi­cino all’ex ministro ed eurocommissario Raffaele Fitto che è sta­to fondamentale nella mediazio­ne tra Regione e governo per ridefinire lo status giuridico dell’Acquedotto. I Comuni do­vrebbero essere invece rappre­sentati in cda da Fiorella Pascazio, sindaca di Bitetto, pre­sidente regionale dell’Anci: an­che questa una nomina di ga­ranzia. Quando il percorso di trasformazione della spa sarà completato, allora verrà com­posto il consiglio di amministra­zione con sette membri previsto dal nuovo statuto. Ma in un caso e nell’altro servirà convocare una assemblea dei soci, non più a socio unico, con i tempi e le procedure del caso. E sempre con la presenza della Corte dei conti, che su Aqp svolge fun­zioni di controllo.

Nella giunta di oggi (o al più in settimana) potrebbe anche es­sere adottata una delibera che riguarda i vertici delle Asl. I cinque commissari nominati da Emiliano scadono il 6 febbraio, quasi contemporaneamente ed direttore generale della Asl di Foggia. Ci sono dunque sei no­mine da fare immediatamente, che diventano sette con quella della Asl di Lecce (marzo) e otto con quella di Brindisi (settem­bre).

L’idea del governatore De­caro è di riaprire i termini per le candidature, o comunque di fa­re una nuova valutazione dei 72 aspiranti: in un caso e nell’altro serviranno alcune settimane. È dunque ipotizzabile che si vada verso un’ulteriore proroga tec­nica dei commissari per portare a termine le nuove procedure.

gazzettamezzogiorno