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VICO/ L’ADOLESCENZA: NON È TEMPO DI SOCIAL                     

La sana e corretta crescita, lo sviluppo fisico e mentale, la primavera della vita, gli adolescenti, non sono fatti per i social. E’ questo il monito venuto fuori dalla tavola rotonda per parlare del libro “Esci da quella stanza”, presenti gli autori Alberto Pellai, medico, psicoterapeuta, ricercatore e scrittore, Barbara Tamborini,  psicopedagogista e autrice di diversi testi sull’età evolutiva, padre Franco Mosconi, Arcivescovo di Manfredonia, Vieste, San Giovanni Rotondo, condotta da Peppe Aguiari, a cui hanno partecipato Desirèe Gervasio, psicoterapeuta, Anna Maria Notarangelo, insegnante, Mario D’Altilia, pediatra, nell’ambito del 4° Festival del Teatro Popolare del Gargano.

Domande e risposte hanno aperto uno scenario intorno agli adolescenti e all’uso dei social media, che carica di responsabilità e di attenzione genitori ed istituzioni ancora poco consapevoli ed incerti. Pellai e Tamborini hanno spiegando come le piattaforme siano progettate per catturare l’attenzione degli adolescenti, trattenendoli il più a lungo possibile attraverso meccanismi di dipendenza psicologica.

In particolare, gli adolescenti – è stato detto – non sono semplici utenti, ma “prodotti” di un mercato che monetizza il loro tempo, le loro emozioni, la vulnerabilità evolutiva tipica dell’età e li rende più esposti alla manipolazione. Le conseguenze si ripercuotono sull’ identità, autostima, relazioni reali, capacità di concentrazione e regolazione emotiva.

Si è convinti di poter scegliere liberamente, ma in realtà vengono guidati da logiche commerciali e persuasive. Non si tratta di demonizzare la tecnologia, ma trovare risposte, comportamenti e strumenti idonei per gli adulti, genitori, educatori, insegnanti ad essere guida e argine, capaci di porre limiti chiari e protettivi per accompagnare i ragazzi al pensiero critico, difendere spazi di vita reale, relazione e interiorità.

Quel “rispecchiamento” in un mondo adolescenziale dove ci sia ancora curiosità, emotività, contatto vero. In conclusione, il dibattito di ieri sera è un primo importante passo di grande valore pedagogico e sociale, che invita a ripensare il modo in cui accompagniamo gli adolescenti a crescere consapevoli. Un richiamo per genitori e politica urgente e necessario.

michele angelicchio