La Procura chiede l’archiviazione per la morte del piccolo Claudio, il neonato di due mesi deceduto dopo una caduta dal passeggino avvenuta il 17 giugno 2023 a Vico del Gargano, dove la madre si trovava in vacanza. La richiesta arriva in assenza di testimoni oculari e perché l’autopsia non ha fornito certezze sulla dinamica dell’accaduto. La donna, residente a Foggia, era indagata per omicidio colposo.
Gli inquirenti escludono qualsiasi forma di maltrattamento: la madre viene descritta come una donna amorevole, che desiderava profondamente la maternità. Resta però irrisolto il dubbio su cosa abbia causato il decesso del bambino, morto tre giorni dopo all’ospedale Gemelli di Roma, dove era stato trasferito in condizioni disperate con l’elisoccorso.
Due le ipotesi prese in considerazione: la caduta dal passeggino durante una passeggiata oppure un’azione involontaria dovuta allo shock, come una stretta impetuosa o uno scuotimento del neonato nel tentativo di soccorrerlo dopo aver visto la carrozzina rotolare lungo una strada in discesa. Nessuna delle due ricostruzioni ha però trovato conferme decisive.
“In mancanza di testimoni e di elementi scientifici certi, non è possibile spiegare l’accaduto secondo il criterio dell’oltre ogni ragionevole dubbio”, scrive il pm Roberta Bray nella richiesta di archiviazione. “Il compendio probatorio non consente di formulare una prognosi di condanna”.
In un primo momento, a causa di alcune divergenze nelle versioni dei fatti, era stato ipotizzato il reato di maltrattamenti, poi escluso dalle indagini. Venuta meno l’ipotesi più grave, la Procura ha valutato quella di omicidio colposo, senza però riuscire a dimostrare negligenza, imprudenza o imperizia tali da giustificare un processo.
Durante l’interrogatorio, la madre — profondamente provata — non era stata in grado di ricostruire con chiarezza quanto accaduto, riferendo uno stato di confusione e di non ricordare con precisione i momenti cruciali. Una versione ritenuta compatibile con il forte shock emotivo e confermata anche da conversazioni con familiari e amici. L’unica testimone sentita riferì di aver visto il passeggino già rovesciato a terra, senza assistere alla caduta.
Anche l’esame autoptico non ha sciolto i nodi: i consulenti hanno ipotizzato la “shaken baby syndrome”, ma in termini possibilistici. Le lesioni riscontrate non consentono una diagnosi differenziale certa tra caduta accidentale e scuotimento involontario.
“Quando le ho comunicato la notizia della richiesta di archiviazione, la signora è scoppiata in lacrime”, racconta il difensore, l’avvocato Michele Sodrio. “Ha ribadito che si è trattato di un tragico incidente. La Procura ha valutato i fatti con obiettività; ora attendiamo il provvedimento definitivo del gip. Resta il dolore indescrivibile di una giovane madre”.
Da qui la richiesta di archiviazione del procedimento per omicidio colposo, in attesa della decisione del giudice per le indagini preliminari.



