(e ne dimostra almeno…settenta di meno!)
Novant’anni. Detti così fanno quasi paura. Ma se il novantenne in questione è Raffaele Pennelli, allora diventano solo un dettaglio anagrafico, una formalità burocratica che non riesce minimamente a contenere l’energia, la curiosità e l’ironia di un uomo che di vite ne ha vissute almeno tre… contemporaneamente.
Nato ad Apricena, nel 1936, il professor Pennelli – per gli amici semplicemente Raffaele, per la Radio una voce inconfondibile, per la cultura garganica una vera istituzione – si è laureato in Lingue e Letterature straniere all’Università degli Studi di Urbino. Poi ha deciso che l’inglese non doveva restare solo nei libri, ma entrare nelle aule, nelle teste e (perché no) anche nei sogni degli studenti della scuola media “Dante Alighieri” di Vieste, città che lo ha adottato e che lui ha ricambiato con amore eterno.
Fondatore dell’Associazione “Il Gargano Nuovo”, storico periodico del quale è stato redattore per circa quarant’anni (sì, QUARANTA), Raffaele ha avuto anche una lunga e appassionata storia d’amore con la Radio locale viestana, ai cui microfoni ha collaborato per decenni. È stato inoltre presidente del Centro Anziani, dimostrando che l’età è solo una questione di punti di vista… soprattutto quando si hanno idee più giovani dei giovani.
E come dimenticare lo scrittore? Tra le sue pubblicazioni ricordiamo:
La guerra di Leon, L’ultima arringa, Dal buio alla luce e Un caso di innocenza (2021). Nel 2006 conquista il terzo posto al Premio Artistico Liberane di Mattinata con il lavoro teatrale Viva Dio e Francesco II.
Nel 2020, invece, arriva primo con la poesia Virus ingrato al Concorso Mirella Bojardo del Comune di Pojana Maggiore.
Perché Pennelli non si ferma mai: scrive, riflette, osserva… e colpisce nel segno.
Insieme al maestro d’arte Saverio Sciancalepore, organizza la rassegna poetica “L’ora dei Poeti… era ora!”, titolo che è già una dichiarazione di intenti.
E poi c’è la Radio.
Chi non ricorda quell’esordio ormai leggendario?
“Cari radioascoltatori, a voi tutti un cordiale buon pomeriggio da Raffaele Pennelli, ecco le notizie del giorno…”
Seduto nella cabina, circondato da quattro vetrate, con la voce misurata e lo stile inconfondibile, Raffaele raccontava fatti, eventi, storie piccole e grandi. Non solo cronaca, ma coscienza, non solo informazione, ma responsabilità. Anche quando gli avvenimenti erano duri, sapeva scegliere le parole giuste, con rispetto, discrezione e umanità. Un vero artigiano della parola, altro che algoritmo.
Oggi, a 90 anni, il professor Pennelli continua a dimostrare che l’ottimismo è una scelta quotidiana e che ogni giorno è buono per raccontare qualcosa, riflettere su tutto e sorridere… sempre.
Buon compleanno, Raffaele!
Grazie per le parole, per le idee, per la voce e per l’esempio.
Un grande abbraccio
dagli amici della Radio
(e avanti tutta verso il centenario!)
n.



