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CONSIGLIO REGIONALE, È GIÀ CAOS PER LE COMMISSIONI: IL PD CHIEDE 4 PRESIDENZE

Verso la prima seduta del 2 febbraio: dopo l’ok all’elezione di Matarrelli alla guida dell’assemblea, altre tensioni in maggioranza.

Poco più di una settimana: la maggioranza di Antonio Decaro ha ancora qualche giorno per far quadrare la questione legata all’Ufficio di presidenza e delle sei commissioni da attribuire. La partita più importante si gioca nel Pd che avrebbe chiuso su Toni Matarrelli per la presidenza di via Gentile e su Stefano Minerva per il ruolo di capogruppo, in una sorta di compensazione territoriale di Brindisi e Lecce. Quest’ultima decisione dovrebbe essere ratificata lunedì 26, quando ci sarà la riunione degli eletti dem mentre per Matarrelli occorrerà attendere il 2 febbraio quando i 50 consiglieri si troveranno nell’emiciclo, per la prima seduta, presieduta dal consigliere anziano che è l’ex avversario di Decaro, l’imprenditore barese Luigi Lobuono (FI).

Nel frattempo, però, il fuoco cova sotto la cenere: il Pd, come noto, reclama per sé quattro delle sei presidenze di commissione e, in pole, ci sono certamente Loredana Capone ed Elisabetta Vaccarella. A quest’ultima, secondo gli osservatori, dovrebbe andare il diritto di prima scelta, non foss’altro perché donna (e la questione di genere è una piccola spina nel fianco di Decaro che ha nominato sei uomini e quattro donne in giunta) e, soprattutto, perché è stata eletta con 27mila voti, arrivando seconda nel collegio di Bari e consigliera più suffragata di sempre. 

Per i’ormai ex assessore al Welfare della giunta Leccese le ipotesi sarebbero la HI, la IV e la VI. Le altre tre presidenze dovrebbero andare a Capone, a Umberto Pagano e a uno tra Rossella Falcone e Cosimo Borraccino. In ballo rimarrebbero due presidenze da attribuire agli altri partiti della coedizione ovvero Decaro Presidente, Per e M5S.

Ovviamente, per una mera que­stione matematica, uno dei tre dovrà fare un passo indietro e optare per la vicepresidenza del Consiglio.

In casa M5S l’ipotesi è al vaglio: incassata la vicepresidenza della giunta, con annessa de­lega al Welfare per Cristian Casili, il resto della partita si gioca tra le tre consigliere ovvero la veterana Rosa Barone (in pole per diventare capogruppo) e le due new entry Maria La Ghezza e Anna Grazia Angolano.

Più complicato il ruolo dei civici e, in particolare, di Decaro Presidente che, come fanno notare alcuni malpancisti, ha in giunta ben due assessori (Silvia Miglietta e Grazia Maria Starace) su un totale di sette eletti e che, dunque, potrebbe fare un passo indietro per le commissioni, scegliendo, appunto, la vicepresidenza del Consiglio. Il che scom­paginerebbe ambizioni come quelle di Felice Spaccavento (medico, unico eletto nel collegio di Bari) che non nasconde una certa pre­dilezione per la presidenza della commissione Sanità, «non foss’altro che per le competenze» precisa, rimandando, comunque, la decisione all’aula. Intanto, proprio Decaro presidente ieri è stata la prima formazione di mag­gioranza a ufficializzare il capogruppo: è Giu­seppe Fischetti, ex sindaco di Fragagnano, «simbolo di un piccolo comune – dichiara il coordinatore della lista, Michele Abbaticchio – in omaggio alla linea della campagna elet­torale e cioè Tutta la Puglia».

E se Atene piange, Sparta non ride, perché anche nel centrodestra gli equilibri non sono del tutto definiti.

Fdl ha già ufficializzato la scelta di Paolo Pagliaro come capogruppo, mentre Fi dovrebbe confermare Paride Maz- zotta e la Lega puntare su Fabio Romito, ma resta da capire come verranno ripartiti gli altri ruoli. Il confronto è aperto, fermo re­stando che c’è chi fa notare che i meloniani esprimono 11 consiglieri mentre Azzurri e Carroccio, insieme, 10, Lobuono compreso. La vicepresidenza del Consiglio dovrebbe an­dare, dunque, a Fdl mentre la segreteria d’au­la a FI (uno tra Massimiliano Di Cuia, e Paolo Dell’Erba) e alla Lega la presidenza della VII commissione.

Altra partita, poi, quella delle presidenze delle commissioni speciali (An­timafia, Acqua e Xylella, queste ultime due decadute con la fine della legislatura). E qui si apre la partita di Fdl che sta valutando diversi metodi di scelta: l’ex capogruppo Renato Per- rini dovrebbe avere la vicepresidenza del Consiglio (è il secondo dopo Pagliaro, nel rapporto tra numero di voti e popolazione) ma Bari (che ha espresso solo Tommaso Sca- tigna) lamenterebbe ima scarsa rappresen­tatività, senza contare le performance elet­torali di Luigi Caroli e Dino Basile.

gazzettamezzogiorno