E stata la sua prima uscita da assessora regionale al Turismo. Graziamaria Starace ha partecipato ieri al fòrum sul turismo di Milano. E nel suo intervento ha spiegato quale sarà il punto di partenza per migliorare il settore nella nostra regione.
Lei nella rassegna lombarda ha portato il modello Puglia, ma da quale punto di vista?
«Il dibattito era incentrato sulle strategie necessarie per far emergere anche le aree interne. Per quanto riguarda la Puglia ho acceso un focus sulla professionalizzazione dei nostri operatori perché siamo abituati a pensare sempre a quello che c’è dopo senza pensare a quello che viene prima. È necessario puntare sulla valorizzazione delle istituzioni scolastiche che si occupano di turismo, i nostri ragazzi si devono innamorare di questo settore meraviglioso che può essere una
svolta anche per le aree interne. Stiamo parlando degli istituti superiori. Se non ci sono ragazzi che diventano professionisti, le nostre sale, le nostre cucine rimangono vuote».
Lei ha spiegato anche un altro concetto a cui tiene molto, la collaborazione tra Comuni.
«Serve un’alleanza nuova tra territori, fondata sul principio costituzionale di sussidiarietà. I Comuni più strutturati e virtuosi devono assumere un ruolo di accompagnamento verso quelli più fragili. Penso a percorsi di affiancamento istituzionale, a forme di cooperazione tra Comuni della stessa regione capaci di trasferire competenze, modelli organizzativi e buone pratiche».
Lei viene dall’esperienza come assessora al Turismo al Comune di Vieste, caratterizzato ogni anno da un boom di presenze. Da tempo, però, In Puglia si parla di destagionalizzazione.
«Destagionalizzazione, delocalizzazione, regolamentazione dei flussi turistici, sono le tre direttrici che ispireranno l’azione della Regione. Io non darò diktat, mi confronterò con gli operatori turistici, si concorderà ogni intervento con chi ha responsabilità di far camminare sulle proprie gambe gli indirizzi politici della regione».
Repubblica ha dato spazio a un dibattito sulle conseguenze dell’overturism. Ritiene che sia necessario un cambio di rotta?
«L’overturism è un problema che si sta affacciando nella nostra regione, in alcune zone i centri storici sono diventati preda di imprese turistiche che stanno contribuendo allo spopolamento, i residenti storici vanno via. Bisogna valutare singolarmente queste problematiche, fare in modo attraverso la promozione di un turismo responsabile che ci siano comunità accoglienti e autentiche. Dobbiamo essere felici che ci siano investitori esterni ma dobbiamo mantenere la nostra autenticità».
L’incarico di assessora al Turismo in Puglia è una grande responsabilità. Come ha accolto questa nomina?
«Essendo la prima eletta in Puglia nella lista di Decaro sapevo che il presidente mi avrebbe valorizzato. Nella mia esperienza a Vieste sono stata assessora con deleghe diverse, all’Istruzione, ai Servizi sociali. Aveva ampia scelta se voleva puntare sulla competenza e invece Decaro ha voluto darmi questo per restituire alla Capitanata (che non era rappresentata da un assessore al Turismo da quarant’anni) la luce che merita per il lavoro che ha fatto in questi anni».
Lei è madre di tre figli e ha dedicato questo risultato a suo padre.
«Mio padre è la persona che mi ha fatto innamorare della politica, è stato assessore alla Pubblica istruzione per più di dieci anni a Vieste. È mancato improvvisamente pochi mesi fa. È stata una perdita che mi ha turbato tantissimo, ma che mi ha reso molto forte. Lui veniva dal mondo della scuola, è stato il fondatore dell’istituto alberghiero di Vieste e ho sentito anche grazie a lui una rete di persone che mi hanno sostenuto tantissimo».repubblicabari



