«Un convegno dedicato a un tema tanto importante quanto complesso: Referendum sulla separazione delle carriere dei Magistrati: le ragioni del Sì».
Esordisce così l’avv. Angelo Mastromatteo, moderatore dell’incontro, dopo la lettura di un testo da parte dell’avv. Ermenegildo Russo.
«Siamo qui oggi, puntualizza il moderatore, per confrontarci e per riflettere su questa riforma che attendiamo dal 1999, allorquando nell’attuale art. 111 della costituzione venne inserito il “giusto processo” ovvero “ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale.”
Stiamo assistendo, difatti, ad una straordinaria riflessione costituzionale che attraversa tutto il Paese. Perché non riguarda soltanto noi operatori della giustizia – magistrati, avvocati, studiosi-ma coinvolge fortunatamente anche i cittadini, chiamati a interrogarsi sempre più sul significato di giusto processo, di parità delle parti, in definitiva sul senso stesso del rito accusatorio. Argomenti che, fino a poco tempo fa, erano materia quasi “esoterica”, riservata agli addetti ai lavori.»
Mastromatteo ha ringraziato il Presidente avv. Gianluca Ursitti, che ha voluto accreditare l’evento ai fini degli obblighi formativi previsti dal CNF, la Camera Penale di Capitanata, in particolare il Presidente, avv. G. Massimiliano Mari, e tutti i suoi componenti che si sono dedicati all’organizzazione dell’evento e ha formulato un ringraziamento particolare ai colleghi ed amici Eustachio Agricola e Maurizio Voto.
L’avv. Giulio Treggiari, ha esposto i punti cardini della riforma con una serie di riflessioni e di considerazioni. Alla fine della sua relazione ha sintetizzato il difficile argomento in tre domande e una chiosa finale:
1) Vuoi che ci giudica e chi accusa cessino di essere colleghi che si amministrano l’un l’altro?
2) Vuoi che i componenti dell’organo di amministrazione dei magistrati cessino di essere scelti dai partiti, dai magistrati e dai politici e siano selezionati mediante sorteggio?
3) Vuoi che il giudice delle sanzioni disciplinari dei magistrati cessi di coincidere con l’organo che amministra i magistrati e sia un soggetto autonomo?
Potete dire Sì e potete dire No. Ricordatevi però che il Sì è progresso e il No è conservazione.
LA RIFORMA IN SINTESI:
Separazione delle Carriere
Distinzione netta tra le carriere dei Giudici (chi giudica) e dei Pubblici Ministeri (chi accusa). Una volta scelta la funzione, non sarà più possibile cambiare.
Sdoppiamento del CSM
Creazione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura: uno per la magistratura giudicante e uno per quella requirente.
Sorteggio dei membri
I componenti togati dei due CSM saranno scelti tramite estrazione a sorte, per limitare l’influenza delle correnti inter ne alla magistratura.
Alta Corte Disciplinare
Istituzione di un tribunale esterno ai CSM, composto da magistrati e docenti/avvocati, competente per i procedimenti disciplinari contro tutti i magistrati ordinari.
L’INTERVENTO DI DIPIETRO IN SINTESI
“Ho il timore che i cittadini non andranno a votare perchè hanno capito poco di questo quesito e non per colpa loro. E’ difficile spiegare cos’è questo referendum. Un signore al bar mi ha detto: non vengo perché sono di sinistra e voto No. Non c’azzecca niente: lo dice uno che ha svolto tutti i ruoli: avvocato, parte lesa, poliziotto, parte che accusa…
Questo provvedimento andava fatto 30 anni fa. La riforma del 1989 ha fatto sì che il pubblico ministero stesse seduto vicino all’avvocato, (ricordate l’avvocato Spazzani?).
Tutte le decisioni sulla libertà personale vengono prese da un giudice spesso in cordone ombelicale con il PM. Vi sembra normale? Io ho scelto di votare Sì, una scelta di campo difficile.
Io vedo nel «sistema delle correnti», la mamma del Consiglio Superiore della Magistratura, i suoi componenti sono eletti per corrente idiologica e quindi devono rispondere necessariamente alla politica.
Si può essere anche di idee diverse politicamente parlando, ma si deve guardare l’obiettivo e l’obiettivo è: mi serve o non mi serve questa riforma? Serve o non serve al cittadino? A mio avviso serve, quindi non mi interessa se l’ha fatto il governo bianco o il governo nero, mi interessa a chi serve oggi e a chi servirà domani, perché le maggioranze, i governi passano, la Costituzione resta.”
Non condivido chi sostiene che questa riforma mette il pm sotto la politica. Non sta scritto nella riforma. Presupposto falso. A proposito della posizione di Gratteri: lo rispetto ma non vuol dire essere sempre d’accordo”.
Michele Lauriola
fuoriporta.info



