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LISTE D’ATTESA/ SI PARTIRÀ IL 1° FEBBRAIO, MA SONO OLTRE 100MILA LE PRESTAZIONI ARRETRATE

Esami anche di notte. L’indicazione del governatore: va chiamato chi ha diritto a una prestazione breve o urgente. Proposte anche per i ricoveri.

L’obiettivo assegnato dal presidente Antonio Decaro è chiaro: entro 18 mesi le Asl devono smaltire esami e visite con classe di prenotazione breve e urgente. I piani sono pronti, e partiranno dal 1° febbraio. Ma le prestazioni da recuperare sono molte di più delle 16mila ipotizzate nelle scorse settimane: si parla di circa 100mila.

Il neo-governatore ha fatto della sanità il suo obiettivo di inizio legislatura, e dunque – come primo atto ufficiale – a inizio gennaio ha firmato ima delibera che contiene un piano di abbattimento delle liste di attesa. Le dieci aziende sanitarie pugliesi avevano tempo fino a ieri per preparare le loro proposte, che contengono quasi tutte l’allunga-mento degli orari di visita degli ambulatori e degli esami strumentali maggiori. Un tentativo per aumentare l’offerta, in verità implementato quasi ovunque (Asl Bari e Policlinico fanno esami fino alle 23, Asl Bat anche di notte), che però questa volta dovrà andare di pari passo con l’anticipazione delle richieste in attesa.

Inizialmente era stato calcolato che le prestazioni non soddisfatte con priorità «U» (urgenti, da eseguire entro 72 ore) e «B» (entro 10 giorni) fossero circa 16mila. In realtà a un controllo più approfondito è emerso come le richieste non soddisfatte nei tempi (secondo semestre 2025) siano molte di più: 16mila sarebbero le sole prenotazioni «U», mentre presumibilmente le «brevi» non esitate nei tempi sono almeno 4-5 volte di più.

Un problema non da poco, peraltro previsto dai tecnici visto che in cima alla lista ci sono risonanze magnetiche e tac, per le quali – in alcuni casi – l’attesa “U” può arrivare a un mese. Alcune Asl hanno proposto di utilizzare il meccanismo delle prestazioni aggiuntive, altre gli straordinari. In alcuni casi si parla di corsie preferenziali per chi ha una necessità urgente co­me i pazienti oncologici.

Questo anche applicando le linee guida approntate la scorsa estate e an­date in vigore la scorsa settima­na: la classe di prenotazione deve essere indicata solo per la prima visita, perché i «follow up» de­vono essere gestiti direttamente dagli specialisti utilizzando agende dedicate non accessibili al Cup.

Il paziente con la pre­notazione del medico di base si rivolge al centro di prenotazione per la prima visita, mentre le successive devono essergli fissa­te dal reparto ospedaliero o dall’ambulatorio dopo la presa in carico: in questo modo si evita anche la pioggia di prescrizioni «U» per visite o esami di con­trollo che – per definizione – pos­sono invece essere programma­te. Alcune Asl hanno presentato proposte per intervenire anche sui ricoveri in attesa per inter­venti in elezione: si tratta di ri­chiamare i pazienti, verificare se la richiesta è ancora attuale e cercare eventualménte un’altra soluzione.

Insieme al piano di smalti­mento le Asl hanno proposto poi di implementare controlli sull’appropriatezza prescrittiva di analisi ed esami. È un tema delicato perché – a differenza che per i farmaci – non esistono re­gole fisse e immutabili: il medico prescrive gli approfondimenti diagnostici in scienza e coscien­za, e i controlli – che di norma vengono fatti ex post – servono

fino a un certo punto. È però possibile intervenire in alcuni casi, come quelli degli esami ri­petuti a poca distanza di tempo. Su questo ci saranno specifici ap­profondimenti, così come sul te­ma della medicina difensiva che spesso porta a prescrivere esami (soprattutto Tac e risonanze) al solo scopo di «certificare» la si­tuazione di un paziente.