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FINE DELLE OSTILITÀ A PALAZZO DOGANA: ACCORDO RAGGIUNTO, CIRUOLO RESTA L’ULTIMO DISSIDENTE

Dopo mesi di tensioni istituzionali e politiche, a Palazzo Dogana si apre una fase di distensione: l’accordo tra il presidente Nobiletti e la maggioranza dei consiglieri consente il via libera al rendiconto di gestione e al bilancio consolidato. Restano isolate le posizioni critiche di Pasquale Ciruolo, che conferma la sua totale contrarietà alla gestione dell’ente e annuncia l’uscita di scena.

L’armistizio è stato firmato lunedì 26 gennaio e, salvo colpi di scena, l’approvazione del rendiconto di gestione e del bilancio consolidato della Provincia di Foggia sarà poco più di una formalità. Fine delle ostilità a Palazzo Dogana: lo stallo politico-istituzionale che aveva portato fino al ricorso in Consiglio di Stato per la nomina di un commissario ad acta può considerarsi definitivamente superato. Venuta meno la materia del contendere, anche il contenzioso è destinato ad estinguersi per sopravvenuta carenza di interesse.

Si chiude così anche l’incidente diplomatico tra Provincia e Prefettura, con il prefetto Paolo Giovanni Grieco che, pur attenendosi alle disposizioni ministeriali, aveva ben compreso la gravità dell’impasse. A spazzare via le nubi hanno contribuito anche le Regionali, che hanno ridimensionato gli effetti collaterali del braccio di ferro interno al Partito Democratico tra il vicepresidente regionale Raffaele Piemontese e il presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti.

Ufficialmente, oggi, si tende a minimizzare le divergenze, quasi non avessero inciso sull’azione amministrativa dell’ente. Ma è evidente che gli equilibri politici siano cambiati e che, probabilmente, siano venuti meno anche quegli “ordini di scuderia” tipici di un partito strutturato come il Pd. Non a caso, il saluto tra Piemontese e Nobiletti, lo scorso 21 gennaio in occasione della visita del governatore Antonio Decaro, è apparso come una cauta prova di distensione: qualche gesto impacciato, poi una stretta di mano fraterna. Segnali di disgelo, anche se la strada verso una normalizzazione completa è ancora lunga.

In Provincia, però, il clima è decisamente più sereno. I consiglieri torneranno in aula – convocata per venerdì 30 gennaio e, in seconda convocazione, il 2 febbraio – sostanzialmente allineati. Il voto favorevole al rendiconto sarà motivato, come da copione, dal “senso di responsabilità”. Il Pd, che finora aveva rifiutato le deleghe, non punta a incarichi di breve durata a fine consiliatura, ma ottiene in cambio maggiori risorse per le strade provinciali e un ruolo più incisivo nella definizione delle priorità. Il capogruppo Leonardo Cavalieri, Emilio Di Pumpo, Anna Rita Palmieri e la new entry Ciro Cataneo voteranno a favore, archiviando il muro contro muro dei mesi scorsi.

Rientrano nei ranghi anche gli emilianisti rimasti senza il riferimento di Michele Emiliano, mentre resta isolata la posizione di Pasquale Ciruolo. L’ex sindaco di Panni, oggi consigliere comunale e provinciale, non arretra di un passo. Il suo recente post – “Nella vita arrivano momenti in cui devi scegliere tra la tua dignità e una poltrona” – ha fatto rumore negli ambienti politici. Dopo un lungo confronto con i colleghi di gruppo, Ciruolo conferma la linea della totale contrarietà alla gestione Nobiletti.

Se il suo voto non sarà determinante, diserterà l’aula; in caso contrario, voterà contro. Le sue critiche, precisa, sono di natura politica e amministrativa, non personale: dalla gestione del personale all’aumento del Tefa, fino alle spese per sponsorizzazioni ritenute estranee all’interesse dei cittadini. Una posizione che rivendica con coerenza, annunciando di non volersi ricandidare. “Quello che faccio da consigliere lo posso fare anche da semplice cittadino”, afferma, lasciando intendere che la sua voce resterà comunque vigile e polemica quando necessario.

Sul fronte opposto, la lista “La Provincia sei tu”, con il vicepresidente M5S Mario Dal Maso, Antonello Di Paola e Gerardo Valentino, non ha mai fatto mancare il sostegno al presidente. Un dato di cui Nobiletti dovrà tenere conto in vista di un possibile rimpasto e della redistribuzione delle deleghe per l’ultimo scorcio di consiliatura, in scadenza a metà marzo. L’obiettivo è tirare avanti ancora qualche mese, evitando sovrapposizioni con le prossime Comunali, che potrebbero incidere sugli equilibri dell’aula.

Nel centrosinistra, intanto, si delineano due poli: da un lato la lista del Pd, dall’altro una civica riconducibile a Nobiletti, che guarda al modello “Decaro presidente” e già raccoglie consensi e candidature. Le ostilità, per ora, sono archiviate. Ma la tregua, come spesso accade in politica, resta fragile.