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LA REGIONE PUGLIA VARA UN PIANO DA 15 MILIONI PER ABBATTERE LE LISTE D’ATTESA. RIGUARDA 124.320 PRESTAZIONI. AMBULATORI APERTI 12 ORE AL GIORNO, ANCHE NEI FESTIVI

Varato dalla giunta regionale pugliese il piano di abbattimento delle liste di attesa. Costo calcolato: 15 milioni di euro per 124.320 prestazioni.

Saranno effettuate attività di recall del cittadino per confermare l’esigenza, anticipare o disdire l’appuntamento. Gli ambulatori saranno aperti per 12 ore al giorno, anche nei festivi. Saranno altresì verificate le appropriatezze delle prescrizioni e monitorate quelle prenotate. Il piano sperimentale offrirà le basi per la costruzione dell’aggiornamento del Piano Regionale Gestione Liste di Attesa, contestualmente migliorando la risposta del sistema ai bisogni assistenziali dei cittadini in termini di efficienza, tempestività e appropriatezza.

    “I piani sono sperimentali e allo stesso tempo molto ambiziosi – dichiara il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro -. Ringrazio tutte le aziende per il lavoro fatto consapevole: da questo momento siamo tutti impegnati a mantenere l’impegno preso con i cittadini. Chiederemo uno sforzo agli operatori sanitari ma l’obiettivo è importante e ha a che fare tanto con la tutela della salute quanto con la fiducia dei cittadini”. “L’obiettivo non è abbattere in cinque mesi le liste d’attesa, ma imprimere un’accelerazione al miglioramento del Sistema sanitario regionale – commenta l’assessore alla Salute, Donato Pentassuglia -. Sappiamo che ad oggi ci sono molte difficoltà, a cominciare dalla carenza di personale, ma siamo allo stesso tempo convinti che ci siano ampi margini di miglioramento, con la collaborazione delle aziende, degli operatori sanitari e dei cittadini”.

Al segretario, nella giornata di ieri, si è rivolto anche Antonio Walter Marchetti – presidente di Sunifar Ff Puglia (un sindacato dei farmacisti) – rivendicando, al tavolo unico della trattativa con la Regione «la presenza di tutti gli attori dell’assistenza perché il sistema proposto da Di Maria non impedisce l’attuale desertificazione sanitaria».

All’assemblea della Fimmg ha partecipato anche il barese Filippo Anelli, presidente della Fnomceo (la Federazione degli Ordini dei Medici). Nel corso del suo intervento – incardinato sui dati dell’Istituto Piepoli che ribadiscono la fiducia fra cittadini e medici di famiglia (superiore all’80%) – ha affermato: «Le recenti normative, dalla gestione delle liste d’attesa all’intelligenza artificiale in sanità, fino ai pronunciamenti della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione, riconoscono che diagnosi, priorità, decisione terapeutica e responsabilità restano prerogative del medico», sottolinea. «Il tempo di cura non è un atto burocratico e la tecnologia non può sostituire il giudizio clinico – conclude Anelli – . Ridurre l’atto medico a una procedura amministrativa o a una logica puramente economica significa indebolire la cura, frammentare la responsabilità e minare la fiducia dei cittadini».