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E IL MUFLONE COME FA?..

In Rete circola un video che risale al 2013 e che ritrae un muflone mentre lancia il suo richiamo. Un richiamo lunghissimo e nitido, sorprendentemente vicino ad un urlo umano. Un urlo tutto ‘ di gola’ che con un po’ d’ironia può essere avvicinato al grido di un Tarzan alle prese col raffreddore.

Nel 1993 ad aggiudicarsi la 36esima edizione dello Zecchino d’Oro era ‘Il coccodrillo come fa?’ Ispirandosi liberamente alla nota canzone ‘Nella vecchia fattoria’, il brano passa in rassegna le voci di alcuni animali (cane, gatto, asino, mucca, rana e pecora), chiedendosi infine, ma senza trovare risposta, che verso faccia il coccodrillo… A seguito del successo della canzone, si aprirono appassionate discussioni volte ad individuare il corrispondente vocabolo italiano.

Dopo pochi anni si diffuse il verbo onomatopeico “trimbulare”, che rievocherebbe i suoni tremuli sia gravi che acuti emessi dal coccodrillo. Sul punto però intervenne l’Accademia della Crusca che bollò il verbo trimbulare come parola fantasma.

II coccodrillo, sostengono i linguisti sentito il parere degli zoologi, ‘ruggisce’… Prendiamone atto. Siamo tutti d’accordo, invece, sul fatto che il porciglione ‘urla’, l’assiolo ‘chiurla’, il pavone pàupola, il pipistrello ‘stride’, il capriolo ‘ràntega’ e la cicala ‘frinisce’. Ma il muflone ?… Ecco un quesito intrigante a proposito dell’Ovis musimon, questa specie di montone selvatico che un tempo viveva solo in Asia Minore e che oggi si presenta ben diffuso in tutta Europa dopo esservi stati introdotto a partire dall’Ottocento.

In Rete circola un video che risale al 2013 e che ritrae un muflone mentre lancia il suo richiamo. Un richiamo lunghissimo e nitido, sorprendentemente vicino ad un urlo umano. Un urlo tutto ‘di gola’ che con un po’ d’ironia può essere avvicinato al grido di un Tarzan alle prese col raffreddore. Se non si siamo in presenza dell’ennesima bufala messa a punto con le risorse dell’Intelligenza Artificiale (come già detto, però il video risale al 2013), c’è di che grattarsi il capo. Il muflone allora ‘urla’, ‘mufloneggia’?…

L’unica resta trovare un muflone e sperare che ‘canti’. E tu vallo a trovare il muflone, mettiti in viaggio fino allo zoo più vicino… Niente di complicato, invece. Basta farsi una passeggiata nel territorio di Pugnochiuso, dove i mufloni sono stati introdotti negli anni cinquanta per rinforzare la fauna selvatica locale. Grazie a mirate politiche di conservazione e a programmi di monitoraggio, il numero dei mufloni è aumentato nel corso degli anni al punto che al presente questa specie costituisce uno dei punti di forza della fauna del Parco Nazionale del Gargano.

Rintracciare il muflone non è difficile, trattandosi di un animale diurno e dalle abitudini gregarie. La specie prospera al punto da non essere più considerata a rischio estinzione : Le sue aspettative di vita sono di dodici anni per i maschi e di quindici per le femmine. Le uniche insidie, relativamente ai cuccioli, vengono solo dal lupo, dalla volpe e dai più grossi rapaci. Ma non dimentichiamo i bracconieri : Per l’alto effetto spettacolare delle corna ricurve, il muflone è un trofeo molto ambito dai cacciatori fuori legge.

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