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REGIONE/ L’ASSESSORE STARACE:«NOI ALLA BIT ANCHE PER I PICCOLI BORGHI. VERIFICA SULLE DMO E PIÙ COLLEGAMENTI»

L’assessora al turismo: «Dialogo con gli operatori. Pugliapromozione? Rimanga un’agenzia».

«Lavoro per una Puglia che si presenta sul mercato internazionale con tutta l’of­ferta possibile. Va bene il ma­re, ma c’è anche il fascino dei piccoli borghi e la bellezza dell’entroterra. Il turismo oramai è un settore chiave che va accompagnato con servizi di qualità e tanta comunicazio­ne. La narrazione deve partire dall’autenticità». Graziamaria Starace, laureata in Giurispru­denza e varie esperienze di as­sessorato al Comune di Vie­ste, è la titolare della delega regionale al Turismo.

Ovvero , un ambito produttivo che non è più di secondo piano. Anzi, con 4,8 milioni di arrivi (più 11,8%) e 17,4 milioni di presen­ze (più 10,1%) – dati ufficiali dei primo otto mesi del 2025 – si riesce a sostenere un im­portante flusso di arrivi dal­l’estero tanto che, secondo l’indagine della Banca d’Italia, nel primo semestre dello scorso anno la spesa com­plessiva dei turisti stranieri in Puglia è cresciuta in termini nominali del 23,1 per cento ri­spetto all’8,5 del Sud e al 5,9 per cento dell’Italia.

Starace, tempo fa l’asses­sorato al Turismo era uno dei meno gettonati. Ma le cose sono cambiate e di «vacanza» ora si vive. Cosa ne pensa?

«È stata una scelta diretta del governatore Antonio De­caro che ringrazio per la fidu­cia mostrata. Ci ha fatto un re­galo. Ma è anche un ricono­scimento a un territorio, quello della provincia di Fog­gia, che spesso ha dovuto fare tutto in autonomia e spesso senza risorse provenienti dal­la Regione. Spesso ci ha salva­to ciò che abbiamo potuto ri­cavare dalla tassa di soggiorno

. Qual è la direzione da in­traprendere?

«Come indicato dal pro­gramma del centrosinistra l’obiettivo è tenere unite tutte le realtà della Puglia, i centri turistici già sviluppati e l’entroterra dove, per alami versi,

si respira l’aria di autenticità. Vale per i paesini del subap- pennino Dauno, come quelli della Valle d’Itria e del Salen­to».

Il mare non manca e forse bisognerà ragionare sull’in­treccio dei flussi.

«Guardi, io vivo a Vieste e in estate c’è sovraffollamento. Dialogare con i piccoli centri significa anche decongestio­nare e destagionalizzare».

A proposito di strategie. Il suo predecessore, Gianfran­co Lopane, aveva puntato molto sulle Dmo (Destination Management Organization) accusate di moltiplicare le poltrone. Riaprirà il dossier?

«Sto riflettendo. Voglio pri­ma avviare un confronto con gli operatori e vedere qual è il loro approccio sull’argomen­to. Va effettuata subito una ri­forma del testo unico del 1999 che non è più attuale e parla di una realtà lontana. Stesso approfondimento riguarderà le locazioni a breve termine».

E Pugliapromozione? Che ruolo avrà?

«Semplicemente deve es­sere uno strumento per rag­giungere gli obiettivi di cre­scita, un’agenzia funzionale alle politiche di crescita. Non un secondo assessorato».

Altro tema caldo è quello dei trasporti: aerei, bus e tre­ni.

«Senza mobilità e collegamenti possiamo dire addio a progetti di recupero dei bor­ghi dell’entroterra. Parliamo di una rete che deve essere ampliata. I voli? Sostenere Ba­ri e Brindisi è importante. Tuttavia, guardiamo il caso Foggia: se vogliamo coinvol­gere i paesi del subappennino Dauno è impensabile esclu­derli degli arrivi internazio­nali. Ecco perché i collegamenti devono essere efficien­ti e alimentare l’accoglienza dall’estero. Il Gino Lisa è una risorsa e lavoreremo con un altro assessore foggiano, Raf­faele Piemontese, che è pro­prio titolare ai Trasporti».

È tempo di Bit (10-12 feb­braio). Con che approccio si parte per Milano?

«È un appuntamento im­portante, una vetrina in cui si dialoga con i grandi buyer in­ternazionali e si presenta un territorio fatto di località fan­tastiche. Ma anche altre fiere estere sono decisive».

corrieredelmezzogiorno