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VIESTE/FLUSSI DI CASSA 2025, IL COMUNE FA I CONTI: EQUILIBRIO CONFERMATO, MA COPERTURA EFFETTIVA SCENDE AL 91%

È una fotografia tecnica, ma racconta molto della salute quotidiana di un ente: quanto incassa davvero, quanto paga davvero, e con quale ritmo.

È una fotografia tecnica, ma racconta molto della salute quotidiana di un ente: quanto incassa davvero, quanto paga davvero, e con quale ritmo. Con determinazione del Settore economico-finanziario n.37 del 3 febbraio 2026 il Comune di Vieste ha approvato la verifica delle previsioni sui flussi di cassa relative al quarto trimestre 2025, adempimento che la normativa nazionale ha rafforzato per obbligare gli enti locali a programmare e monitorare i movimenti di tesoreria trimestre dopo trimestre.

Il provvedimento si colloca nel solco dell’art. 6 del D.L. 155/2024 (convertito in legge 189/2024), che ha spinto i Comuni ad adottare un “piano annuale dei flussi di cassa” sulla base del modello della Commissione Arconet. In sostanza: non basta più dire “abbiamo stanziato”, bisogna dimostrare di saper incassare e pagare nei tempi giusti, evitando tensioni di liquidità, anticipazioni di tesoreria e blocchi ai fornitori. Vieste aveva approvato il piano con delibera di Giunta n.48 del 28 febbraio 2025; la verifica trimestrale è il controllo di rotta che serve a capire se il piano regge alla realtà.

Un dettaglio non passa inosservato: l’aggiornamento doveva essere effettuato entro il 15 del mese successivo alla chiusura del trimestre, ma la scadenza – spiega l’atto – non è stata rispettata a causa di errori nella trasmissione di mandati e ordinativi emersi durante la verifica di cassa di fine anno. Le rettifiche con la Tesoreria hanno richiesto più tempo. Tradotto: la contabilità ha dovuto inseguire correzioni operative prima di chiudere i numeri. È un punto che non cambia i saldi, ma segnala quanto la precisione dei flussi amministrativi (documenti, comunicazioni, procedure) sia decisiva per avere un quadro tempestivo.

Il cuore della determinazione è un prospetto che mette a confronto tre colonne: i dati effettivi 2023, le previsioni di cassa definitive 2025 e gli incassi/pagamenti effettivi 2025 secondo i codici SIOPE (il sistema che traccia le operazioni degli enti pubblici). Nella tabella scorrono le voci tipiche di un Comune: IMU, trasferimenti da Stato e Regione, proventi da servizi, entrate da controlli e sanzioni, interessi, contributi agli investimenti, alienazioni e perfino accensione di mutui. È la contabilità “vera”, quella che poi determina se un ente riesce a pagare nei tempi e a sostenere i servizi.

Il dato sintetico, a fine tabella, è significativo: nel 2025 le entrate effettivamente incassate ammontano a 77.668.564,14 euro, mentre le uscite effettivamente pagate si attestano a 85.262.814,49 euro. A prima vista sembra uno squilibrio, ma qui entra in gioco il concetto di copertura e la dinamica di cassa: la percentuale di copertura complessiva (entrate su uscite) è pari al 91,09%. È un valore inferiore al 100%, ma non equivale automaticamente a un “buco”: nella cassa possono esserci giacenze e disponibilità derivanti da anni precedenti o da fondi vincolati che consentono di sostenere pagamenti anche quando gli incassi dell’anno, presi da soli, non coprono integralmente le uscite.

Interessante il confronto con il 2023 e con le previsioni: la percentuale di copertura indicata nel prospetto è del 97,32% per i dati 2023, del 102,22% per le previsioni di cassa 2025 e, appunto, del 91,09% per il dato effettivo 2025. In altre parole, il piano prevedeva una tenuta più alta, ma l’anno si è chiuso con una copertura più bassa. È un indicatore da interpretare: o alcune entrate previste si sono realizzate con ritardo, o certe spese si sono concentrate più del previsto, o si è scelto di pagare più rapidamente determinati capitoli, scaricando sulla giacenza di cassa l’effetto.

Il provvedimento, però, mette un punto fermo: nel corso dell’anno 2025 vi è stato equilibrio di cassa, perché le entrate effettivamente incassate hanno coperto le spese effettivamente liquidate. È una formula che, fuori dal linguaggio amministrativo, significa che non si è andati in sofferenza: i pagamenti sono stati sostenuti e il sistema ha retto. Per un Comune turistico, con entrate spesso concentrate in alcuni periodi e con servizi che non si possono fermare (rifiuti, manutenzioni, servizi essenziali), l’equilibrio di cassa è una condizione cruciale.

statoquotidiano