Il sindaco scrive alla Regione. Fino a poche settimane fa i medici erano due, ma uno ha avviato un periodo di ferie in vista del pensionamento previsto a fine marzo.
Dal Gargano all’Alto Tavoliere è emergenza sanitaria per la carenza di medici. Strutture territoriali ridotte, punti di primo intervento in affanno, assistenza di base e continuità assistenziale scoperte stanno creando criticità diffuse in tutta la provincia di Foggia. A Torremaggiore da ieri il Punto di primo intervento opera con un solo medico in servizio per una bacino di utenza di 35 mila abitanti. A lanciare l’allarme è il comitato salute dell’Alto Tavoliere, che ha inviato una richiesta formale all’assessorato regionale alla Sanità guidato da Donato Pentassuglia per attivare misure eccezionali nell’emergenza-urgenza.
Fino a poche settimane fa i medici erano due, ma uno ha avviato un periodo di ferie in vista del pensionamento previsto a fine marzo. Una circostanza – sottolinea il Comitato – ampiamente prevedibile e già segnalata in passato alle strutture regionali. Il presidio del centro dell’alto Tavoliere serve 35 mila cittadini e svolge una funzione decisiva di filtro per i Pronto soccorso, in particolare per quello di San Severo. Per volumi di attività è tra i primi della Capitanata. La riduzione del personale rischia ora di dirottare molti più accessi sugli ospedali di San Severo, San Giovanni Rotondo e Foggia. Criticità anche per la postazione mobile del 118, medicalizzata solo in alcuni turni per mancanza di personale. «Non possiamo lasciare scoperto un presidio strategico – dichiara il sindaco di Torremaggiore Emilio di Pumpo – . Qui si garantisce una risposta immediata a migliaia di cittadini. Serve un reclutamento straordinario e tempi rapidi: la sicurezza sanitaria non può dipendere dalle emergenze dell’ultimo momento».
Scenario simile sul Gargano e, in particolare, a Peschici dove si registra una grave carenza di medici di medicina generale e di continuità assistenziale. Il sindaco Luigi D’Arenzo parla di situazione «non più sostenibile» e ricorda come la vicenda è stata al centro di incontri urgenti con Asl, distretto sanitario e rappresentanti dei medici di famiglia.
«Abbiamo chiesto – spiega – interventi immediati, non soluzioni tampone. Il Comune ha stanziato fondi dal 2023, confermati anche negli anni successivi, per incentivare gli incarichi, ma la copertura si è avuta solo nei mesi estivi. Gli avvisi pubblici restano senza candidati e con i pensionamenti previsti il quadro peggiora».
Sul caso sarà convocato un tavolo tecnico, i Comuni chiederanno il riconoscimento delle aree più periferiche come zone disagiate, con incentivi rafforzati e strumenti straordinari di reclutamento. «Senza nuovi medici – avverte il sindaco – la tenuta della sanità territoriale nel Foggiano resta seriamente a rischio».
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