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ZONE UMIDE DELLA CAPITANATA, EUROPA VERDE RILANCIA RAMSAR E CHIEDE UNA GUIDA STABILE PER IL PARCO DEL GARGANO

Dal movimento ambientalista l’appello per una candidatura coordinata dei siti garganici alla Convenzione di Ramsar e il sostegno alla conferma di Raffaele Di Mauro alla presidenza dell’Ente Parco. “Servono strumenti concreti, non solo riconoscimenti simbolici”.

La Giornata Mondiale delle Zone Umide, celebrata il 2 febbraio e coincisa quest’anno con il cinquantesimo anniversario della ratifica italiana della Convenzione di Ramsar, è passata quasi sotto silenzio in Capitanata. Un’occasione mancata, secondo Europa Verde, se si considera che tra la foce del Fortore e quella dell’Ofanto si estende uno dei sistemi costieri più rilevanti del Mediterraneo, fatto di lagune, foci fluviali, stagni retrodunali e ambienti salmastri di straordinario valore ecologico.

Proprio da qui parte il nuovo appello del movimento ambientalista, che invita a trasformare la consapevolezza ambientale in azione istituzionale concreta.

Europa Verde rilancia la candidatura coordinata delle zone umide della Capitanata a siti Ramsar, chiedendo il coinvolgimento diretto dell’Ente Parco Nazionale del Gargano e della Regione Puglia in un percorso strutturato di riconoscimento e gestione.

Secondo la portavoce provinciale Innocenza Starace, l’obiettivo non è solo ottenere un marchio internazionale, ma dotare il territorio di strumenti reali di tutela e sviluppo. “Non chiediamo solo un titolo internazionale, ma strumenti operativi per proteggere habitat e specie, migliorare la qualità ecologica e generare economia pulita attraverso turismo di natura, ricerca e filiere sostenibili”, sottolinea.

Un percorso che dovrebbe basarsi su dati scientifici aggiornati, partecipazione delle comunità locali e una pianificazione integrata capace di tenere insieme tutela ambientale e sviluppo sostenibile.

A rafforzare la posizione di Europa Verde interviene anche il naturalista Vincenzo Rizzi, che da anni segue le dinamiche ambientali del Gargano. “Il riconoscimento Ramsar può diventare un volano per la Capitanata: tutela qualificata, visibilità internazionale e risorse per monitoraggio, ripristino ambientale ed educazione alla biodiversità. È un riconoscimento che chiediamo da decenni”, evidenzia.

Secondo l’associazione, il sistema delle zone umide garganiche rappresenta un corridoio ecologico strategico non solo a livello regionale, ma mediterraneo, e potrebbe diventare un modello nazionale di gestione integrata delle aree costiere.

Accanto al tema Ramsar, Europa Verde pone con forza anche la questione della governance del Parco Nazionale del Gargano. In un’ottica di buon governo dei beni comuni, il movimento ritiene prioritario restituire piena stabilità all’Ente Parco, dopo una fase prolungata di incertezza.

Per questo viene espresso il sostegno alla conferma dell’avvocato Raffaele Di Mauro come presidente effettivo del Parco, riconoscendo il lavoro svolto e il clima di dialogo ricostruito con territori, associazioni e comunità scientifica.

Secondo Europa Verde, si tratterebbe di una scelta di discontinuità culturale e di responsabilità verso un’area protetta che ha bisogno di certezze per programmare tutela ambientale, vigilanza, contrasto al bracconaggio, progettualità e adattamento ai cambiamenti climatici.

Il movimento ambientalista chiede al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e alla Regione Puglia l’apertura rapida di un tavolo tecnico su due fronti principali: la definizione di una roadmap per la candidatura Ramsar delle zone umide della Capitanata, con perimetrazioni aggiornate, obiettivi di conservazione e misure gestionali, e la garanzia di una guida stabile e riconosciuta per l’Ente Parco del Gargano.

Europa Verde ribadisce di non guardare alle appartenenze politiche, ma alla qualità delle scelte e ai risultati misurabili per il territorio.

Per l’associazione, la Capitanata ha tutte le carte in regola per diventare un laboratorio nazionale di tutela e sviluppo sostenibile: biodiversità straordinaria, competenze scientifiche, energie civiche e un Parco nazionale strategico.

“Mettere queste risorse in rete, con metodo e visione, è l’unico modo per trasformare i riconoscimenti internazionali in politiche pubbliche efficaci e il patrimonio naturale in futuro per le persone e per i luoghi”, è la sintesi della posizione di Europa Verde.