Ho l’opportunità in questo periodo di raccontare il “pallone viestano”, ho intervistato numerosi protagonisti che hanno fatto la storia, molti di loro si sono dileguati, altri invece ci saranno ancora, tra questi Matteo Azzarone …cuor di leone, il suo cuore batte forte sempre per l’Atletico Vieste, per il pallone e per i numerosi giovani che sin dal 1987 ha allenato.
La storia di Matteo è lunga e appassionante con episodi piacevoli e spiacevoli, a Lui è toccato fare i conti con la sfortuna che lo ha sempre perseguitato, diversi infortuni avrebbero minato la carriera a chiunque. Lui ha avuto una volontà e una determinazione a superare ogni ostacolo.

Ha esordito in prima squadra a 17 anni col Trinitapoli nella stagione 1980/81 in prima categoria con Costanzo Lacci allenatore dimostrando sin da subito le sue qualità, stopper di grande qualità, arcigno e grintoso, mai stanco, ha sempre fatto valere la sua fisicità, diplomato ISEF ha dedicato la sua vita allo sport, a volte venendo meno anche ai doveri familiari, si ricorda uno spiacevole episodio, Matteo doveva accompagnare il figlio ed invece ha preferito giocare quella partita importante che valeva il campionato, pioveva a dirotto e Matteo segnò la rete del vantaggio, ma nei minuti finale su quell’infame terreno del “Riccardo Spina” si ruppe la gamba e all’ospedale ci finì Lui, mentre nel finale gli avversari agguantarono il pareggio.
Gli infortuni a volte gravi hanno accompagnato Matteo nella lunga carriera calcistica, i giocatori non erano tutelati contro certe avversità e toccava alle famiglia sostenere il malcapitato giocatore.
I genitori di Matteo li ho conosciuto personalmente, due persone eccezionali e buone come il pane, hanno sempre perdonato a Matteo ogni cosa riguardante il pallone, ma non sono state solo gli infortuni ad ostacolare la carriera di Matteo, anche qualche allenatore, qualche dirigente non aveva capito chi era questo generoso giocatore….dicono a Vieste. “la bontà diventa fsstudn”…ma Matteo ha vinto tante battaglie cogliendo con l’Atletico Vieste numerosi traguardi culminando con la promozione nell’Eccellenza Pugliese nel maggio 1992 con Franco Piemontese allenatore che ha riposto tanta fiducia, prima di lui Antonio Amicarelli.

Michele Notarangelo ha rappresentato per Matteo un riferimento assoluto, oltre a giocare attivamente dal 1980 al 2001 ha allenato numerosi giovani, poi una breve apparizione nella Daunia Vieste, infine non per ultimo il rapporto con Peppino Troia (Muslin) a cui Matteo è stato molto legato condividendo la mission calcistica, bello il suo racconto su Peppino.
Matteo Azzarone cuor di leone è stato nella storia del pallone viestano uno tra i migliori protagonisti, peccato che in quei momenti tristi è stato lasciato sempre solo e grazie alla sua tenacia ora lo possiamo citare come un giocatore simbolo dell’Atletico Vieste…grazie Matteo per quello che sei stato.
michele mascia



