Nel Compartimento marittimo di Manfredonia scatta un nuovo stop alla pesca delle vongole. Con un’ordinanza firmata dal Comandante della Capitaneria di porto di Manfredonia viene disposto il divieto di cattura delle vongole “venus spp” (Chamelea gallina) dal 3 febbraio 2026 al 2 marzo 2026.
La misura nasce da una richiesta del Consorzio Molluschi Nord Gargano e si inserisce nel quadro di una gestione definita “responsabile” della risorsa: un equilibrio tra sostenibilità ambientale, tutela degli stock e rispetto delle regole nazionali ed europee aggiornate.
Il quadro normativo e la richiesta del Consorzio
Il provvedimento richiama l’intero impianto normativo che disciplina la pesca dei molluschi bivalvi: dai decreti ministeriali sui consorzi e sulla gestione sperimentale, fino ai vincoli europei sulle distanze dalla costa per l’utilizzo di draghe e altri attrezzi. Centrale anche il decreto ministeriale di fine 2025 che ha adottato il nuovo Piano di gestione nazionale per draghe idrauliche e rastrelli, introducendo misure tecniche e periodi di fermo aggiuntivi.
La richiesta del Consorzio, presentata a fine gennaio, proponeva uno stop dal 1° febbraio al 2 marzo. L’ordinanza, tuttavia, prende atto della “tardività” dell’istanza e fissa l’effettiva finestra di chiusura dal 3 febbraio. L’impianto della misura resta invariato: una sospensione temporanea per consentire il recupero biologico della risorsa e governare anche le oscillazioni del valore commerciale, in linea con le misure tecniche nazionali che prevedono periodi annuali di fermo.
Il documento chiarisce anche l’assetto di governance: con un decreto direttoriale del 2024 (pubblicato nel 2025) la gestione della pesca dei molluschi bivalvi nel Compartimento di Manfredonia è stata affidata al Consorzio Molluschi Nord Gargano, cui spetta l’individuazione delle misure tecniche. Il Comando, valutata la richiesta e acquisito un parere scientifico favorevole, ha quindi formalizzato la sospensione.
Cannolicchio: meno giorni, limiti più stringenti e più controlli
Accanto allo stop per le vongole, l’ordinanza interviene anche sulla pesca del cannolicchio (Ensis minor), introducendo una disciplina dettagliata che punta a ridurre lo sforzo di pesca e ad aumentare la tracciabilità dei dati.
L’attività sarà consentita solo per due giornate settimanali, lunedì e giovedì. È fissato un quantitativo massimo di cattura pari a 72 chilogrammi al giorno per imbarcazione. In caso di condizioni meteo avverse, è prevista la possibilità di recuperare la giornata non effettuata, ma solo previa comunicazione tempestiva via PEC alla Capitaneria.
Non mancano vincoli logistici: i punti di sbarco sono individuati esclusivamente nelle aree di Lesina e Capoiale; sono stabiliti orari precisi per l’uscita in mare e per il rientro, con obbligo di sbarco entro determinate fasce. A ciò si aggiunge l’obbligo quotidiano di compilazione e trasmissione di un modello ministeriale. Per ogni giornata di pesca, inoltre, tre imbarcazioni aderenti a un protocollo dedicato dovranno acquisire dati biometrici attraverso documentazione fotografica, rafforzando il monitoraggio scientifico.
Zonazione e interdizioni
Sul piano spaziale, l’ordinanza introduce un’interdizione specifica: l’area del Compartimento compresa tra Punta Pietre Nere e Torre Mileto è vietata alla pesca del cannolicchio. Una scelta che segna una zonazione più rigida e coerente con l’obiettivo di protezione selettiva degli habitat e delle risorse.
Le disposizioni finali richiamano l’obbligo generalizzato di osservanza e la cornice sanzionatoria prevista dalla normativa vigente. Vengono inoltre abrogate precedenti ordinanze in contrasto e si precisa che il provvedimento sarà pubblicato anche sul portale istituzionale.
Nel complesso, l’atto rappresenta un segnale chiaro al settore: gestione più regolata, stop mirati e regole operative più stringenti per conciliare l’economia della pesca con la sostenibilità della risorsa nel territorio di Manfredonia e del Nord Gargano.
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