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MIGRANTI, EUROPA E ITALIA: NUOVE NORME E VECCHIE CONTRADDIZIONI

Il diritto d’asilo nell’Unione europea viene praticamente negato e consegnato ai paesi terzi

Le recenti decisioni adottate a livello europeo e nazionale segnano una svolta significativa – e controversa – nelle politiche migratorie.

Il Parlamento dell’Unione europea ha approvato nuovi regolamenti che introducono un elenco comune di “paesi di origine sicuri” e rafforzano il concetto di “paese terzo sicuro”, con l’obiettivo dichiarato di accelerare l’esame delle domande di asilo. Parallelamente, il governo italiano ha varato un disegno di legge che irrigidisce ulteriormente le condizioni per la protezione dei migranti, limitando il riconoscimento di alcune forme di tutela e introducendo nuove restrizioni operative. 

Secondo il Centro Studi Emigrazione, queste misure rischiano di compromettere il diritto d’asilo e di delegare la responsabilità della protezione a paesi terzi, segnando un arretramento rispetto ai principi fondativi dell’Unione europea e al suo impegno storico per la tutela dei diritti umani.

Il comunicato del presidente, p. Lorenzo Prencipe, analizza nel dettaglio i contenuti e le implicazioni di queste scelte, sollevando interrogativi cruciali sul futuro delle politiche migratorie europee e sul modello di società che l’Europa intende costruire.

 
Leggi la dichiarazione del Presidente della Fondazione Centro Studi Emigrazione, p. Lorenzo Prencipe