L’assessora ai turismo Graziamaria Starace traccia il bilancio sulla partecipazione della Regione alla Bit di Milano «Numeri in crescita e tante prospettive anche per il 2026. Valorizzeremo i territori interni che sono stati trascurati»
Chiusa la 46esima Borsa internazionale del Turismo di Milano (giovedì), si fanno i primi bilanci. «Buona la prima» per Graziamaria Starace, che ha esordito alla Bit come assessora regionale al Turismo e alla promozione: «Bilancio? Molto positivo. Per me è stato un lavoro entusiasmante e un grande orgoglio rappresentare la Puglia, che vanta nel turismo numeri in crescita e mille prospettive per migliorare ulteriormente.
Le maggiori potenzialità della nostra regione, però, riteniamo siano soprattutto nei territori trascurati negli anni addietro, in particolare nelle aree interne. Da qui vogliamo ripartire, con varie tipologie di offerta turistica, dei cammini, termale, religiosa, dell’open air (dai piccoli borghi a città d’arte, parchi e riserve naturali) ecc. Ma vogliamo anche consolidare il segmento balneare, per cui siamo già molto attrattivi».
Come il mondo presente alla Bit ha visto la Puglia? E cosa possiamo portare a casa da altri territori esposti in quella vetrina?
«Il mondo ha visto una Puglia coesa. L’unicità è venuta fuori grazie alla collaborazione di tutti, dagli operatori a aziende e Enti locali. I 43 panel con i Comuni in forma aggregata hanno presentato idee, programmi di promozione, iniziative di consorzi, distretti e iniziative culturali, di prodotto turistico ed enogastronomico che hanno coperto tutto il territorio regionale. Lo stand Puglia ha registrato un’affluenza che non si è vista altrove. La partecipazione agli eventi che abbiamo promosso con Pugliapromozione è stata ampia e qualificata. Si sono degustate le nostre eccellenze enogastronomiche e assaporate anche peculiarità più immateriali, che il mondo ci invidia, come la capacità di accoglienza. Francamente ho avuto poco tempo per girare tra gli stand di altri territori, per essere presente a tutti i nostri appuntamenti. Voglio essere assessore di tutta la Puglia». Obiettivo dichiarato della nuova amministrazione regionale per i prossimi cinque anni: lavorare per «una Puglia capace di far scoprire i suoi angoli più nascosti».
Quanto sarà in continuità e quanto in discontinuità rispetto al passato? Anche le precedenti amministrazioni puntavano a destagionalizzare il turismo e a coinvolgere sempre più destinazioni meno battute.
«Ho ringraziato più volte l’assessore al Turismo uscente, Gianfranco Lopane. Anche qui alla Bit. I risultati positivi che abbiamo presentato in questi giorni si riferiscono alla stagione scorsa e sono frutto dell’impegno di chi mi ha preceduto. D’altra parte ho avuto la fortuna di rivestire il ruolo di amministratore locale per 1o anni (al Comune di Vieste, ndr). E so cosa vuole dire essere in un territorio trascurato, isolato, non coinvolto nella politica regionale. Su questo serve discontinuità, un’inversione di tendenza per aree che possono offrire molto e che contribuiscono all’unicità della Puglia. Per farlo, lavoreremo insieme agli altri assessorati su temi fondamentali come trasporti, mobilità e comunicazione. Le nostre parole d’ordine saranno destagionalizzazione, delocalizzazione e regolamentazione dei flussi»
Come si conciliano crescita turistica e identità dei centri storici? E gli interessi apparentemente divergenti di extralberghiero ed alberghiero, o di turisti e cittadini che lamentano prezzi più alti e difficoltà nel trovare case per affitti lunghi?
«Innanzitutto va fatto uno studio scientifico più approfondito. Poi valuteremo e interpreteremo i dati con gli altri assessorati (come Infrastrutture e mobilità, Agricoltura e Ambiente), per considerare tutti gli aspetti del problema. Da quanto ci risulta, non in tutte le località ci sarebbero interessi contrapposti. Ci focalizzeremo sulle comunità in cui effettivamente il turismo può rendere più complicata la vita di tutti giorni dei residenti. I centri storici non si devono snaturare. Gli ospiti non devono consumare il territorio ma goderne e rigenerarlo. Credo che delle politiche regionali trasversali possano porsi questi obiettivi e raggiungerli. Ma è fondamentale farlo in modo scientifico, ragionato e funzionale».
Quali leve in primis conviene muovere per far crescere il nostro turismo in modo più equilibrato?
«Una soprattutto: quella della responsabilità, con l’obiettivo principale di raccontare il territorio nella sua valenza più etica e nelle sue radici più profonde».
corrieredelmezzogiorno



