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«PUGLIA AL TOP ORA PIÙ COESI». GRANDE SUCCESSO PER 143 PANEL «PIACIUTI PROGRAMMI E IDEE».

L’assessora ai turismo Graziamaria Starace traccia il bilancio sulla partecipazione della Regione alla Bit di Milano «Numeri in crescita e tante prospettive anche per il 2026. Valorizzeremo i territori interni che sono stati trascurati»

Chiusa la 46esima Bor­sa internazionale del Turismo di Milano (giovedì), si fanno i primi bilanci. «Buo­na la prima» per Graziamaria Starace, che ha esordito alla Bit come assessora regionale al Turismo e alla promozione: «Bilancio? Molto positivo. Per me è stato un lavoro entusia­smante e un grande orgoglio rappresentare la Puglia, che vanta nel turismo numeri in crescita e mille prospettive per migliorare ulteriormente.

Le maggiori potenzialità della nostra regione, però, ritenia­mo siano soprattutto nei ter­ritori trascurati negli anni ad­dietro, in particolare nelle aree interne. Da qui vogliamo ripartire, con varie tipologie di offerta turistica, dei cam­mini, termale, religiosa, dell’open air (dai piccoli borghi a città d’arte, parchi e riserve naturali) ecc. Ma vogliamo anche consolidare il segmen­to balneare, per cui siamo già molto attrattivi».

Come il mondo presente alla Bit ha visto la Puglia? E cosa possiamo portare a ca­sa da altri territori esposti in quella vetrina?

«Il mondo ha visto una Pu­glia coesa. L’unicità è venuta fuori grazie alla collaborazio­ne di tutti, dagli operatori a aziende e Enti locali. I 43 pa­nel con i Comuni in forma ag­gregata hanno presentato idee, programmi di promo­zione, iniziative di consorzi, distretti e iniziative culturali, di prodotto turistico ed enogastronomico che hanno coperto tutto il territorio regio­nale. Lo stand Puglia ha regi­strato un’affluenza che non si è vista altrove. La partecipa­zione agli eventi che abbiamo promosso con Pugliapromozione è stata ampia e qualifi­cata. Si sono degustate le no­stre eccellenze enogastronomiche e assaporate anche pe­culiarità più immateriali, che il mondo ci invidia, come la capacità di accoglienza. Fran­camente ho avuto poco tem­po per girare tra gli stand di altri territori, per essere pre­sente a tutti i nostri appunta­menti. Voglio essere assesso­re di tutta la Puglia». Obiettivo dichiarato della nuova am­ministrazione regionale per i prossimi cinque anni: lavora­re per «una Puglia capace di far scoprire i suoi angoli più nascosti».

Quanto sarà in continuità e quanto in discontinuità ri­spetto al passato? Anche le precedenti amministrazioni puntavano a destagionalizzare il turismo e a coinvolgere sempre più destinazioni me­no battute.

«Ho ringraziato più volte l’assessore al Turismo uscen­te, Gianfranco Lopane. Anche qui alla Bit. I risultati positivi che abbiamo presentato in questi giorni si riferiscono al­la stagione scorsa e sono frut­to dell’impegno di chi mi ha preceduto. D’altra parte ho avuto la fortuna di rivestire il ruolo di amministratore loca­le per 1o anni (al Comune di Vieste, ndr). E so cosa vuole dire essere in un territorio tra­scurato, isolato, non coinvol­to nella politica regionale. Su questo serve discontinuità, un’inversione di tendenza per aree che possono offrire mol­to e che contribuiscono al­l’unicità della Puglia. Per far­lo, lavoreremo insieme agli al­tri assessorati su temi fondamentali come trasporti, mobilità e comunicazione. Le nostre parole d’ordine saran­no destagionalizzazione, de­localizzazione e regolamenta­zione dei flussi»

Come si conciliano crescita turistica e identità dei centri storici? E gli interessi apparentemente divergenti di extralberghiero ed alberghiero, o di turisti e cittadini che lamentano prezzi più alti e dif­ficoltà nel trovare case per af­fitti lunghi?

«Innanzitutto va fatto uno studio scientifico più appro­fondito. Poi valuteremo e in­terpreteremo i dati con gli al­tri assessorati (come Infra­strutture e mobilità, Agricoltura e Ambiente), per considerare tutti gli aspetti del problema. Da quanto ci ri­sulta, non in tutte le località ci sarebbero interessi contrap­posti. Ci focalizzeremo sulle comunità in cui effettivamente il turismo può rendere più complicata la vita di tutti gior­ni dei residenti. I centri storici non si devono snaturare. Gli ospiti non de­vono consumare il territorio ma goderne e rigenerarlo. Credo che delle politiche re­gionali trasversali possano porsi questi obiettivi e rag­giungerli. Ma è fondamentale farlo in modo scientifico, ra­gionato e funzionale».

Quali leve in primis convie­ne muovere per far crescere il nostro turismo in modo più equilibrato?

«Una soprattutto: quella della responsabilità, con l’obiettivo principale di rac­contare il territorio nella sua valenza più etica e nelle sue radici più profonde».

corrieredelmezzogiorno