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GAME OVER/SPACCIO DI DROGA, GLI INDAGATI SMENTISCONO I DUE PENTITI. SALVATORE CHIEDE UN CONFRONTO IN AULA CON PETTINICCHIO E RADUANO

L’inchiesta riguarda il cartello instaurato dalle batterie aderenti alla «Società» per imporre rifornimenti e prezzo della droga.

Antonio Salvatore, alias “Lascia la­scia”, esponente di spicco del clan Si­nesi/Francavilla, vuole il confronto con i pentiti garganici Matteo Pettinicchio e Marco Raduano che lo accusano di traf­fico di droga, mentre lui replica di non averli mai incontrati. Tempo di inter­rogatori ieri pomeriggio per 3 dei 19 im­putati della tranche foggiana del proces­so Game over in corso da dicembre 2023 in Tribunale. Sono accusati a vario titolo di traffico e spaccio di droga (Salvatore anche di un’estorsione) aggravati dalla mafiosità per metodi usati e per aver agito per agevolare la “Società”. Salva­tore e come lui il foggiano Ciro Carretta e il cerignolano Vincenzo Fratepietro han­no accettato di rispondere alle domande di difensori e pm: scelta del silenzio per i restanti 16 coimputati tra cui il boss Roc­co Moretti e il nipote Rocco junior.

IL PATTO MAFIOSO – L’inchiesta sfo­ciata nel blitz del 24 luglio 2023 con 82 arresti fotografa il monopolio sullo spac­cio di cocaina imposto a Foggia dai 3 clan Sinesi/Francavilla; Moretti/Pellegrino/Lanza; Trisciuoglio/Tolonese per co­stringere grossisti e spacciatori a rifor­nirsi solo dalle batterie mafiose in base a quantitativi e prezzi preordinati: 55/60 euro al grammo, mentre i clan la pa­gavano meno di 40 euro acquistandolo soprattutto da Cerignola. Secondo la Dda, ogni mese a Foggia la mafia smer­ciava 50mila dosi pari a 10 chili, con un guadagno di 200mila euro: parte dei soldi finivano nella cassa comune creata per pagare stipendi ad affiliati, mantenere le famiglie dei detenuti, acquistare altro stupefacente. Il processo a 85 imputati per 100 capi d’imputazione – traffico di cocaina, 98 episodi di spaccio, 1 estor­sione con l’aggravante della mafiosità – si è diviso in 4 tronconi: 1 patteggiamento; 5 assoluzioni e 58 condanne a 560 anni nel giudizio abbreviato; in appello lo scorso 11 dicembre 54 condanne a 390 anni; 21 i rinviati a giudizio a Foggia in 2 distinti processi a 19 e 2 imputati. Secondo l’ac­cusa i clan Moretti e Sinesi/Francavilla misero da parte rivalità per spartirsi il ricco business della droga; accordo si­glato da Rocco Moretti e da Alessandro Aprile (condannato a 20 anni in appello nel giudizio abbreviato) per il gruppo Sinesi/Francavilla.

“LASCIA LASCIA” – – A Salvatore, come a Rocco Moretti senior, la Dda con­testa il ruolo di “capo e organizzatore con funzioni di direzione e coordinamento delle fasi di approvvigionamento e suc­cessiva commercializzazione dello stu­pefacente”: rischia 30 anni. Rispondendo alle domande del suo difensore aw. Clau­dio Caira, il mafioso ha respinto le ac­cuse che poggiano anche sulle dichiarazioni di alcuni pentiti tra cui il mon­tanaro Matteo Pettinicchio ex numero due del clan Li Bergolis, e i viestani Mar­co Raduano e Gianluigi Troiano. Salva­tore ha replicato d’aver conosciuto il solo Troiano in carcere; e di non aver mai incontrato gli altri due, raccontando an­che che quando Pettinicchio ‘sostiene d’essersi recato a casa sua a Foggia e d’aver conosciuto il figlioletto, il bambino non era ancora nato. I pentiti hanno anche parlato sia del presunto coinvol­gimento di Salvatore in un progetto (ri­masto tale) d’omicidio di Rocco Moretti . nel 2016; sia del fatto che lo stesso Sal­vatore doveva essere ucciso nell’ambito della rivalità tra clan. Al termine dell’interrogatorio l’avv. Caira ha formalmente chiesto alla corte di disporre un con­fronto tra l’imputato (che l’aveva sol­lecitato in una precedente udienza) e Pettinicchio e Raduano. I giudici si sono riservati di decidere.

“SIAMO INNOCENTI” – – Ha prote­stato la propria innocenza negando d’es­sere la persona citata nelle intercetta­zioni il foggiano Ciro Carretta, difeso dall’avv. Ettore Censano, accusato di traffico e spaccio di droga quale presunto “addetto alla commercializzazione al dettaglio della cocaina mensilmente as­segnata dai clan secondo quantitativi predeterminati”. Quanto al cerignolano

Vincenzo Fratepietro, assistito dall’avv. Santangelo, la Dda lo accusa di traffico e spaccio quale presunto “stabile fornitore di consistenti quantitativo di cocaina” alla “Società”; Fratepietro ha replicato di non conoscere nessuno dei coimputati tranne il concittadino Zagaria; e rimar­cato che era in Centroamerica nel 2017/2018, periodo di contestazione dei fatti. Nella prossima udienza spazio all’interrogatorio dei primi testi a di­scarico citati dalla difesa.

I 19 IMPUTATI – – Oltre a Salvatore, Carretta e Fratepietro, sono sotto pro­cesso a Foggia Francesco Battiante 28 anni, accusato di traffico e 1 spaccio; Nicola Cannone (35), traffico e 1 spaccio; Francesco Carretta (50), traffico e 1 spac­cio; Francesco Compierchio (69), Ceri­gnola: 1 spaccio; Michele Consalvo (31): traffico e 1 spaccio; Rocco Moretti (75), traffico; il nipote Rocco Moretti junior (28), traffico e 1 spaccio; Pasquale Por­tante (56), traffico e 1 spaccio; Francesco Roma (39), traffico e 1 spaccio; Antonio Spiritoso (51), 1 spaccio; Giuseppe Spi­ritoso (69), traffico e 2 spaccio; Pasquale Vacca (35), traffico e 1 spaccio; Ciro Al­banese (33), traffico e spaccio; Bruno Ca- rella (46), spaccio; Filippo Ciavarella (39), 1 spaccio; Antonio Valentino (55), Ce­rignola, 2 spaccio. Si dicono tutti inno­centi.

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