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IL LIBRO DELLA SETTIMANA/ “DI CHERMES – IL SIPARIO” DI SAVERIO SCIANCALEPORE

La pubblicazione di un libro scritto interamente in dialetto viestano rappresenta un evento culturale di grande valore per la nostra comunità. La lingua è memoria viva, è radice, è casa. Attraverso il dialetto si custodiscono storie, gesti, modi di pensare e di sentire che nessun’altra lingua riesce a restituire con la stessa forza e autenticità. Conservare il nostro parlare significa difendere la nostra identità, tramandare alle nuove generazioni ciò che siamo stati e ciò che continuiamo ad essere.

In questo solco si inserisce il nuovo lavoro di Saverio Sciancalepore, artista poliedrico che da anni affianca alla pittura raccolte di prose e poesie sempre animate dallo stesso intento: custodire la tradizione, non disperdere quel patrimonio culturale che ci racconta e ci ricorda da dove veniamo. Con passione e coerenza, Sciancalepore continua un percorso di riscoperta e valorizzazione della nostra identità.

“DI CHERMES – IL SIPARIO”, il suo ultimo libro, è un’opera che vibra di autenticità. Attraverso due commedie, una raccolta di poesie e simpatici sketch, l’autore mette in scena la quotidianità, gli affetti, i dialoghi familiari, restituendo al dialetto la sua funzione più vera: essere energia vitale della comunità. Il dialetto, nelle sue pagine, non è solo mezzo espressivo, ma tesoro da custodire, bene prezioso da non dissipare.

Come dargli torto? In un tempo in cui tutto tende ad uniformarsi, scrivere interamente nel nostro dialetto — proprio come “u parlem nui”, come sottolinea Saverio — è un atto di amore e di coraggio. È un invito a riconoscerci nelle nostre parole, a sentirci parte di una storia comune, a non lasciare che il sipario cali sulla nostra voce più autentica.

Questo libro non è soltanto una pubblicazione: è un gesto di appartenenza, un abbraccio alla nostra terra, un richiamo forte e sincero a custodire il nostro tesoro più grande, la lingua che ci identifica e ci unisce.

SAVERIO SCIANCALEPORE

Nasce, nel Giugno del 1947, a Vieste dove vive e lavora. Nel 1972 consegue, presso il Liceo Artistico Statale di Salerno, la Maturità Artistica. Dedica il suo tempo alla ricerca pittorica senza trascurare, però, l’esigenza spirituale che trova appagamento nella poesia. Con i suoi componimenti ha partecipato a diversi concorsi nazionali ed internazionali di poesia che spaziano da Vieste a Napoli, Roma, Fano, Pesaro, Sorrento, Contea di Modica, Portici, Trinitapoli, Apricena.

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