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DA LUNELLI A MARZOTTO, GRANDI NOMI A CACCIA DI  CONCESSIONI DELLE SPIAGGE

Nasce Onda, club deal  che riunisce diverse note famiglie imprenditoriali —– Il piano prevede di creare  una piattaforma tramite la quale aggregare stabilimenti —– Nell’operazione coinvolti anche i fondatori di Bending Spoons, la famiglia Rivetti e Zucchetti **********

Investitori, grandi famiglie imprenditoriali  e  private  equità puntano sulle spiagge italiane.  Sta prendendo forma Onda, iniziativa che punta a raccogliere alcune decine di milioni di euro tramite un club deal con l’obiettivo di creare un operatore leader nella gestione degli stabilimenti balneari in Italia, un settore di grandi dimensioni ma ancora fortemente frammentato.

Oggi in Italia il comparto balneare, composto da oltre 30 mila imprese spesso di piccole dimensioni, è chiamato a rispondere a una  profonda  trasformazione della domanda di servizi, caratterizzata da una crescente attenzione agli standard qualitativi e alla sostenibilità.

La nuova iniziativa, Onda, secondo il piano tracciato dai promotori, intende creare una piattaforma di consolidamento tramite la quale aggregare stabilimenti lungo le principali coste italiane. Tra gli obiettivi c’è anche la creazione di alleanze sul territorio, per i lavoratori e le amministrazioni, con l’obiettivo di valorizzare le strutture esistenti e migliorarne la fruibilità, nel rispetto delle specificità regionali. Il piano prevede investimenti significativi  per  l’ammodernamento delle infrastrutture, l’innalzamento della qualità dell’offerta e lo sviluppo del food e di servizi complementari, da affidare a partner locali.

A quanto risulta, tra gli investitori che avrebbero aderito o manifestato interesse figurano alcuni tra i principali imprenditori, manager e family office italiani, tra cui i fondatori di Bending Spoons, una delle principali software house europee, nota per lo sviluppo e l’acquisizione di app di successo, oltre a rappresentanti delle famiglie Marzotto, ma anche Rivetti, storica dinastia di imprenditori tessili italiani originaria del biellese, che hanno lanciato il marchio Stone Island, per continuare con nomi come Zucchetti dell’omonima software house, e Lunelli, nota dinastia imprenditoriale, famosa soprattutto per le Cantine Ferrari di Trento.

In campo per il lancio ormai imminente  dell’iniziativa  sono scesi anche imprenditori come Donato Romano, manager famoso per aver portato al successo La Piadineria, il manager e consulente Marco Costaguta di OC&C Strategy Consultants, Matteo de Brabant,  creatore  e  socio  del gruppo Jakala, e Alfredo De Falco, ex manager di Unicredit e tra gli ideatori del fondo Vesper.

Infine, almeno al momento, secondo le indiscrezioni, il campo degli investitori sarebbe completato da altri imprenditori come Davide Tavaniello, che ha lanciato assieme ad altri soci la catena di farmacie Hippocrates, ma anche Enrico Giacomelli, che ha fondato  nel 2000 una multinazionale come Namirial, e l’immobiliarista Giuseppe Amitrano, alla guida di Dils, nata nel 2021 a seguito del rebranding di Redilco e Sigest. Onda sarebbe aperta ad altri soci. Altri investitori e family office italiani potrebbero infatti fare il loro ingresso nel veicolo societario nelle prossime settimane.

Advisor di Onda sono Andrea Gennarini di Vitale&Co, Alessandro Seganfreddo di Hogan Lovells ed Elena Borghi di PwC.  La società sarà guidata da un manager di alto profilo, che è in via di identificazione, con solida esperienza in operazioni di fusione e acquisizione in società quotate.

La fotografia del settore mostra opportunità per i nuovi investitori finanziari e industriali. Il turismo balneare registra numeri da record: 22 miliardi di giro d’affari diretto con un contributo importante al settore turistico italiano, che pesa oltre il 12% del Pil. Il progetto Onda si inserisce in una fase cruciale per il settore, segnato dalla riforma delle concessioni demaniali, in Italia caratterizzate fino ad oggi in maggioranza da imprese familiari. Dopo anni di dibattiti e un lungo braccio di ferro con l’unione europea, il legislatore ha l’anno scorso previsto l’assegnazione delle concessioni tramite gare pubbliche, con entrata a regime attesa entro il 2027. Le nuove procedure premieranno non solo l’offerta economica, ma anche qualità dei servizi, piani di investimento, sostenibilità ambientale e tutela occupazionale. Una quota significativa delle concessioni potrebbe quindi essere riassegnata nei prossimi anni, creando spazio per nuovi ingressi e operazioni di aggregazione. L’ingresso di nuovi capitali  potrebbe accelerare il consolida- mento di un comparto finora dominato da realtà indipendenti, avvicinandolo ai modelli dell’hospitality strutturata.

Carlo Festa (fonte: Il Sole 24 Ore)