Prosegue il monitoraggio della Xylella nelle campagne di Cagnano Varano, in località San Nicola Imbuti, nei pressi del lago. Il bilancio aggiornato conta quasi 200 ulivi infetti, mentre centinaia di alberi sono stati abbattuti perché ricadenti nella zona rossa istituita dopo i primi casi.
L’emergenza era emersa lo scorso ottobre con 47 piante contagiate. Da allora controlli e campionamenti non si sono fermati. Il focolaio, al momento, sembrerebbe circoscritto, elemento che lascia spazio a un cauto ottimismo. Un quadro più definito si avrà a marzo, con l’esito delle analisi su ulteriori campioni.
Una decina di agricoltori sta già affrontando le conseguenze degli abbattimenti obbligatori. Secondo gli esperti, il batterio potrebbe essere presente nel Gargano nord da almeno cinque anni, ma il clima invernale più rigido rispetto al Salento ne avrebbe rallentato la diffusione. Esclusa l’ipotesi che i recenti innesti abbiano causato il contagio: più probabile il trasporto della sputacchina tramite veicoli in transito o la vicinanza ad aree boschive con oliveti selvatici.
La vicenda è approdata anche in ambito istituzionale. Dopo l’accertamento di altri 177 alberi infetti, il consigliere regionale Napoleone Cera ha chiesto l’audizione urgente dell’assessore competente in Commissione Agricoltura.
“La diffusione del batterio è una minaccia concreta per l’agricoltura pugliese, per l’economia e per l’identità rurale della regione”, ha dichiarato Cera, sottolineando il rischio che l’area garganica diventi un nuovo fronte dell’emergenza fitosanitaria che negli ultimi anni ha colpito duramente la Puglia, a partire dal Salento.
L’audizione servirà a fare il punto sulle misure adottate dalla Regione e su eventuali interventi urgenti a sostegno del comparto agricolo. “Serve chiarezza, monitoraggio serio e un piano immediato”, ha ribadito il consigliere, sollecitando una risposta rapida per tutelare il futuro del territorio pugliese.



