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GARGANO UNITO CONTRO L’EROSIONE: 26 MILIONI DALLA REGIONE PUGLIA PER DIFENDERE LE COSTE

L’erosione costiera e il dissesto idrogeologico tornano al centro dell’agenda politica pugliese. La Regione ha stanziato una prima tranche da 26 milioni di euro per contrastare l’arretramento delle coste alte e rocciose, con un’attenzione particolare alla Capitanata e al Promontorio del Gargano, tra le aree più esposte ai fenomeni di instabilità.

Con i suoi quasi 900 chilometri di litorale, la Puglia è tra le regioni italiane maggiormente interessate da processi erosivi, aggravati dagli effetti dei cambiamenti climatici. Dinamiche naturali che, se da un lato non possono essere completamente fermate, dall’altro richiedono interventi mirati nei tratti in cui sono a rischio vite umane, centri abitati e zone a forte vocazione turistica.

La strategia cambia passo. Niente più bandi competitivi tra Comuni, ma una pianificazione compatta e coordinata. È quanto emerso dal vertice tra la Regione e i presidenti delle Province pugliesi, insieme alla Città Metropolitana di Bari.

Il presidente regionale Antonio Decaro ha chiarito la linea: la sicurezza non può trasformarsi in una competizione amministrativa. L’obiettivo è accompagnare i Comuni – spesso privi di adeguate strutture tecniche – nella redazione dei progetti di fattibilità tecnico-economica, passaggio necessario per accedere ai fondi ministeriali attraverso la piattaforma ReNDiS.

In provincia di Foggia è già attivo un percorso condiviso con i sindaci delle aree costiere più esposte: Isole Tremiti, Rodi Garganico, Vico del Gargano, Peschici, Mattinata, Monte Sant’Angelo e Vieste.

Il presidente della Provincia di Foggia e sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti, ha ribadito la necessità di presentarsi uniti: l’ente provinciale metterà a disposizione supporto tecnico, coordinamento e competenze per costruire proposte solide e cantierabili, con priorità agli interventi destinati alla tutela dell’incolumità pubblica. Il Gargano, ha sottolineato, deve muoversi come un unico fronte, con un cronoprogramma chiaro e condiviso.

Durante le audizioni in Commissione Ambiente, il commissario per il dissesto idrogeologico Gennaro Ranieri ha ricordato che non tutti i processi naturali possono – o devono – essere bloccati. L’erosione costiera è un fenomeno fisiologico di arretramento della linea di costa.

Eventi come il crollo dell’Arco di Sant’Andrea rientrano in queste dinamiche naturali, dove l’intervento umano non è previsto. Diverso è il caso delle aree in cui la friabilità delle rocce mette a rischio infrastrutture, abitazioni o la sicurezza pubblica: in questi contesti l’azione diventa indispensabile.

Nonostante le risorse disponibili, restano ostacoli operativi. Il dirigente regionale Giuseppe Angelini ha evidenziato le difficoltà di molti Comuni, alle prese con carenze di personale tecnico e con la complessità delle procedure autorizzative ambientali e paesaggistiche necessarie per intervenire su tratti costieri spesso sottoposti a tutela.

La Regione garantirà un affiancamento costante agli enti locali. La dirigente Costanza Moreo ha annunciato inoltre una relazione dettagliata sulle risorse già impiegate e sui progetti in corso, distinguendo tra interventi sulle coste basse – dove il problema riguarda l’erosione dei sedimenti – e quelli sulle coste alte, legati soprattutto alla difesa del suolo.

 

Dal territorio arriva anche la proposta di un monitoraggio strutturato e continuo. Maria La Ghezza, esponente del Movimento 5 Stelle, ha avanzato l’idea di istituire un tavolo permanente sull’erosione costiera, coinvolgendo Anci, Ordine dei Geologi e centri di ricerca internazionali impegnati nello studio dei cambiamenti climatici.

Accanto agli interventi di prevenzione, sarà fondamentale rafforzare la comunicazione del rischio ai cittadini.

Il messaggio che arriva dal Gargano è netto: l’erosione non può essere azzerata, ma può essere governata. Per farlo, istituzioni regionali e amministrazioni locali dovranno procedere con compattezza, programmazione e responsabilità condivisa.