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MAFIA GARGANICA/ OMICIDIO DI MARINO SOLITRO: INFLITTI 30 ANNI IN APPELLO A GIOVANNI IANNOLI “SMIGOL”

La Corte d’Appello di Bari ribadisce la condanna per il delitto del 50enne ucciso a Vieste nel 2015. Decisive le dichiarazioni autoaccusatorie e quelle del collaboratore Marco Raduano.

La Corte d’Appello di Bari ha confermato la condanna a 30 anni di reclusione per Giovanni Iannoli, 38 anni, di Vieste, noto con il soprannome di “Smigol”, imputato per l’omicidio del 50enne Marino Solitro, ucciso a Vieste il 29 aprile 2015. I giudici del secondo grado di giudizio hanno dunque ribadito quanto stabilito un anno fa dal Tribunale di Foggia.

Nel corso del processo, il comportamento processuale e alcune dichiarazioni autoaccusatorie rese dall’imputato hanno consentito a Iannoli di evitare la condanna all’ergastolo ostativo. Nel giudizio di primo grado si erano rivelate determinanti anche le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Marco Raduano, alias “Pallone”, un tempo boss di Vieste e capo dell’omonimo clan rivale del gruppo Iannoli-Perna.

Secondo la ricostruzione giudiziaria, Iannoli avrebbe agito insieme al collaboratore di giustizia Danilo Della Malva, detto “U’ Meticcio”, già condannato con rito abbreviato con cumulo di pene per altri reati commessi in precedenza.

All’epoca dei fatti gli imputati appartenevano allo stesso gruppo criminale. Successivamente si sarebbe verificata una scissione interna, con la nascita di due organizzazioni rivali: il clan Raduano, di cui faceva parte Della Malva, e il clan Iannoli-Perna, nel quale confluì Iannoli.

Secondo quanto emerso nel processo, Marino Solitro sarebbe stato ucciso perché non riconosceva la supremazia del duo Raduano-Perna, acquistando droga da canali diversi da quelli indicati dai vertici del gruppo criminale.

Iannoli sta già scontando 14 anni e 6 mesi di reclusione per il tentato omicidio dello stesso Raduano avvenuto il 21 marzo 2018. A suo carico risultano inoltre 20 anni per traffico di droga e l’ergastolo in primo grado per l’omicidio di Antonio Fabbiano e il tentato omicidio di Michele Notarangelo.

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