La situazione dei balneari in Italia è diventata sempre più tesa negli ultimi anni, soprattutto per l’applicazione della Direttiva Bolkestein che liberalizza le concessioni degli arenili. La direttiva europea prevede che le concessioni delle spiagge non possano essere rinnovate automaticamente, ma debbano essere assegnate tramite gare pubbliche. Il governo italiano ha rinviato più volte l’applicazione del provvedimento e, ad oggi, manca una disciplina nazionale definitiva che stabilisca criteri chiari e uniformi.
I Comuni, a loro volta, si stanno muovendo in ordine sparso e per questo cresce la preoccupazione dei balneari che temono di perdere le concessioni senza adeguate tutele. Contro questo stato di fatto è nato il Movimento “BALNEATORI INCAZZATI” a cui hanno aderito operatori balneari da tutta l’Italia; una delegazione anche da San Menaio. Si sono dati appuntamento a Sanremo, all’Ariston, per accendere l’attenzione delle autorità e dell’opinione pubblica sulla imminente applicazione della Bolkestein. I manifestanti hanno ricevuto la visita del Generale Vannacci, parlamentare europeo.
“La Direttiva Bolkestein nasce per regolamentare i servizi in modo chiaro e inequivocabile. Qui, invece, viene introdotta una categoria che opera su un bene demaniale, un bene pubblico per definizione- ha detto Fabio Montorro portavoce dei manifestanti-Siamo qui per far sentire la voce di imprenditori che hanno costruito attività familiari con anni di lavoro e investimenti, e che oggi si trovano inseriti in una norma che non li riguarda.”
Due mondi a confronto da tutelare e garantire: da una parte la Direttiva europea, recepita dal governo italiano , dall’altra la categoria dei balneari e le loro ragioni, in mezzo un vuoto colpevole per mancanza di una legge nazionale e il silenzio della politica. Uno scontro tra diritto europeo e sistema delle concessioni in Italia.
I Comuni lasciati soli a decidere sotto la mannaia delle sentenze del Consiglio di Stato e dei TAR per mancanza di criteri nazionali uniformi. Alcuni bandiscono gare subito,altri aspettano indicazioni,altri ancora prorogano o sospendono. Ogni amministrazione interpreta la situazione in modo diverso tra luoghi diversi, con disparità di trattamento, rischio di ricorsi, incertezza fra operatori del settore. San Menaio e Calenella alzano il livello d’attenzione; molti concessionari gestiscono stabilimenti da decenni, spesso da generazioni.
La storia di questi luoghi racconta il primo turismo della Capitanata nato qui, nomi impressi nella memoria: Bellariva, Colonia Postiglione, Macchia a Mare. Il timore dei balneari è che se si dovesse andare a gara aperta, potrebbero vincere nuovi operatori.“Lo stabilimento non è solo sabbia e ombrelloni-mi dice Luigi Castellucci, due generazioni di balneari, storico proprietario di lido a metà strada dalle Murge Nere a Valazzo-“ è clientela, amicizia,storie di famiglie, ragazzi cresciuti stagione dopo stagione diventati adulti, è valore costruito nel tempo.
Pilastro economico su cui si regge la mia famiglia, costruito con sacrificio,dedizione, presenza. Per me non è solo un mestiere, è la base concreta su cui si costruisce il nostro presente e il nostro futuro.”Il comitato annuncia che l’iniziativa di Sanremo rappresenta solo il primo passo di un percorso di mobilitazione volto a ottenere un confronto pubblico e trasparente sul futuro delle concessioni balneari.
michele angelicchio



