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IL FUTURO DEL TURISMO AL SUD PUNTA SUL CAPITALE UMANO. MANAGERITALIA RILANCIA LE STRATEGIE PER VALORIZZARE LAVORO E PROFESSIONALITÀ

Il manifesto in 10 punti: Investire in competenze, formazione continua, welfare e retribuzioni adeguate significa rafforzare la qualità dell’offerta.

Investire sulle persone è la chiave per far crescere il turismo italiano. È questo il messaggio che ha guidato l’edizione 2026 del Forum Turismo Italia, concluso­si ieri negli spazi del Deloitte Ne- xtHub di Bari, organizzato da Manageritalia Puglia, Calabria e Ba­silicata. L’evento si conferma tra i principali momenti di confronto tra i protagonisti del settore tu­ristico nazionale, con oltre 200 professionisti da tutta Italia tra manager, imprenditori, rappre­sentanti delle istituzioni e ope­ratori del comparto.

Negli anni, il Forum si è af­fermato come un laboratorio di idee e proposte concrete per il futuro del turismo italiano. Ad aprire E Forum sono stati gli in­terventi di Gian Marco Centi­naio, vicepresidente del Senato ed ex-ministro del Turismo, e di Eugenio Di Sciascio, assessore al­lo Sviluppo Economico della Re­gione Puglia, che hanno posto l’accento sulla centralità delle competenze umane e sulla neces­sità di ima formazione continua per garantire crescita e qualità del servizio.

Il tema scelto per l’edizione 2026, «People First – Le risorse umane, motore dello sviluppo tu­ristico italiano», ha trasformato i cinque tavoli di lavoro tematici in un vero e proprio laboratorio sul futuro del settore. Secondo Do­menico Fortunato, presidente di Manageritalia Puglia-Calabria e Basilicata,

«Il turismo pugliese ha davanti a sé grandi opportu­nità, ma la vera leva competitiva resta il capitale umano. Investire in competenze, formazione con­tinua, welfare e retribuzioni ade­guate significa rafforzare la qua­lità dell’offerta e la capacità delle imprese di innovare e competere sui mercati internazionali».

Durante il Forum è emersa la necessità di valorizzare le profes­sioni del turismo, migliorando l’attrattività dei mestieri del set­tore e orientando giovani e pro­fessionisti verso reali opportuni­tà di carriera. Allo stesso tempo, si è discusso dell’importanza di migliorare la qualità del lavoro, garantendo maggiore stabilità contrattuale, organizzazione dei turni più equilibrata e percorsi di crescita professionale concreti. Accanto a questo tema del wel­fare dei lavoratori è stato cen­trale, con proposte concrete per supporti territoriali come alloggi per stagionali, servizi di mobilità e strumenti per conciliare vita e lavoro.

Il dibattito ha inoltre sottoli­neato l’urgenza di rafforzare E legame tra formazione e imprese, attraverso stage qualificati, ap­prendistato, laboratori scuo­la-impresa e docenze di profes­sionisti, integrando formazione teorica ed esperienza pratica nelle aziende. La creazione di Academy territoriali del turismo è stata indicata come strumento per sviluppare competenze coe­renti con i bisogni delle imprese e dei territori, mentre la formazio­ne continua deve essere facilitata con procedure più semplici e pro­grammi condivisi, anche grazie ai fondi interprofessionali. Non è mancata l’attenzione alla forma­zione di nuovi manager del tu­rismo, capaci di affrontare la ge­stione delle destinazioni, il mar­keting digitale, l’analisi dei dati, la sostenibilità e l’innovazione.

E, per rispondere alla stagio­nalità del settore, si è evidenziata l’importanza di creare reti tra im­prese e contratti di filiera per ga­rantire maggiore stabilità occu­pazionale. Infine, l’istituzione di un Osservatorio sul lavoro nel tu­rismo è stata proposta come stru­mento strategico per monitorare fabbisogni professionali, qualità del lavoro e dinamiche occupa­zionali, orientando politiche più efficaci. Centinaio ha ricordato come il settore non possa fare a meno di professionalità solide a tutti a tutti i livelli: “Non servono solo manager, ma una filiera completa di competenze che parta dalle

scuole superiori fino alla forma­zione post-diploma e manageria­le. L’intelligenza artificiale può aiutare, ma non sostituirà mai il sorriso, la relazione e l’ospitalità che caratterizzano il turismo ita­liano».

Di Sciascio ha ribadito la ne­cessità di strategie chiare e ge­stione manageriale del comparto.

«Oggi il turismo è una vera e pro­pria industria – ha detto – e ha bisogno di formazione a tutti i livelli per offrire ai giovani op­portunità di lavoro dignitose e gratificanti. Manager, imprese, istituzioni ed enti di formazione devono collaborare per sviluppa­re percorsi coerenti con i bisogni reali del mercato». Quattro keyno­te speech, due panel di confronto e cinque tavoli di lavoro hanno re­so il Forum un momento di gran­de partecipazione e scambio di idee, confermando l’evento come laboratorio strategico capace di generare visioni innovative.

Con l’edizione 2026, Manageritalia Puglia, Calabria e Basilica­ta, con il patrocinio di Deloitte,

rilancia il suo impegno per un turismo “people first”, consape­vole che le persone, la loro professionalità e il loro talento siano l’investimento più importante per un settore che è cuore pulsante del Paese e ponte verso il mondo, capace di attrarre talenti, creare lavoro e valorizzare le ec­cellenze italiane.

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