Attimi di paura nel cuore di Vieste, dove nella giornata di ieri sono stati esplosi alcuni colpi di arma da fuoco che hanno ferito Danilo Notarangelo, 35 anni. L’uomo è stato raggiunto da due proiettili e soccorso inizialmente presso il punto di primo intervento locale, per poi essere trasferito d’urgenza all’ospedale di Foggia tramite elisoccorso.
L’agguato è avvenuto nei pressi di un supermercato, non lontano dalla caserma dei carabinieri. Subito dopo gli spari, tra i presenti si è scatenato il panico: numerose persone si sono allontanate precipitosamente dall’area, mentre la tensione cresceva tra cittadini e passanti.
Danilo Notarangelo è noto per essere il cugino di Angelo Notarangelo, detto “Cintaridd”, ritenuto in passato un boss della criminalità locale e ucciso in un agguato mafioso nel gennaio 2015. Un legame familiare che potrebbe conferire all’episodio un significato più ampio nel contesto degli equilibri criminali della zona.
Secondo le prime ipotesi investigative, l’attentato potrebbe rappresentare un segnale di una possibile riaccensione delle ostilità tra i clan della mafia garganica, già colpiti negli anni scorsi da arresti e collaborazioni con la giustizia. Tra queste, ha avuto particolare rilievo il pentimento di Marco Raduano, considerato a lungo figura di riferimento del gruppo criminale viestano.
Sul luogo dell’agguato sono intervenuti i carabinieri, che hanno immediatamente avviato le indagini per ricostruire la dinamica dei fatti e individuare i responsabili. Gli inquirenti stanno analizzando ogni elemento utile, comprese eventuali immagini di videosorveglianza presenti nella zona.
L’episodio riaccende i riflettori su un territorio che, nonostante i colpi inferti alle organizzazioni criminali, continua a fare i conti con episodi di violenza legati a vecchie e nuove faide.
“È un episodio che preoccupa – ha sottolineato all’ANSA il sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti – C’è il timore di una possibile recrudescenza di simili episodi che non si vedevano da anni, grazie ad una forte repressione messa in campo dalle forze dell’ordine e dalla magistratura. Sono certo che gli investigatori metteranno in campo un’azione massiccia e forte per contrastare sul nascere eventuali situazioni. Confido nel loro lavoro”.



