Campi boe e ripercussioni sulla stagione turistica ormai alle porte: due facce della stessa medaglia che preoccupano gli operatori del settore delle Isole Tremiti. Una scadenza ormai prossima mentre si susseguono – senza nulla di fatto – incontri e preoccupazioni. “Febbre” avvertita anche da Antonio Santoro, presidente della Lega Navale Italiana – Del. Isole Tremiti che ha chiesto l’intervento del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella; missiva inviata per conoscenza al presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, al ministro per l’ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, al presidente della Regione Puglia, Antonio De Caro, al prefetto di Foggia, Paolo Giovanni Grieco, al presidente della Provincia, Giuseppe Nobiletti, al Commissario del Parco nazionale del Gargano, Raffaele Di Mauro, e al sindaco Annalisa Lisci.
“Le scrivo in riferimento alla gestione dei campi boe delle Isole Tremiti, progetto destinato ad avere non poche ripercussioni sulla vita della nostra comunità, da anni già costretta a un processo di desertificazione e di carenza servizi capaci di mettere a rischio il futuro di questo lembo di Terra, unico arcipelago italiano nel mare Adriatico”, spiega Santoro al presidente Mattarella. “L’attivazione di questi campi boe – come già segnalato alle Autorità competenti – rischia di ledere ancora più gli ultimi baluardi di economia su queste Isole. Mi vedo purtroppo costretto a intervenire dopo i numerosi e ricorrenti interventi del sindaco Annalisa Lisci presso gli organismi competenti rimasti finora inascoltati e senza esito”.
Per Santoro occorre una soluzione che tenga conto di tutte le esigenze, normative e lavorative. La situazione è in un vicolo cieco e non si vede ancora la luce. L’attuale disposizione delle boe, con limitazione evidenti per il settore turistico-ricettivo, rischia di compromettere la possibilità di lavorare (attività che per molti residenti è unica e fondamentale), obbligando i natanti impegnati nella promozione e valorizzazione del Territorio, a mantenere distanze eccessive da spiagge, grotte e cale snaturando l’aspettativa del turista. “Assistiamo a una situazione paradossale – conclude Santoro – che genera disorientamento e relazioni esasperate. E’ pertanto indifferibile riunire gli organi competenti ed eventualmente valutare la nomina di una nuova Commissione che, sulla questione, possa democraticamente decidere, in accordo con l’Amministrazione Comunale, il numero e l’ubicazione definitiva degli impianti con una visione meno rigida e restrittiva. L’isola è già penalizzata da numerose prescrizioni e con l’estate ormai prossima, non abbiamo ancora visto soluzioni. Sollecitiamo pertanto un intervento concreto della S.V. Ill.ma che possa darci tranquillità, poiché, pur visionando i regolamenti sul posto, ci si è resi conto che la realtà è ben diversa. L’intera situazione va quindi affrontata nuovamente e a breve per non compromettere il futuro di decine di famiglie”.



