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L’ALTOLÀ DEL CSM A MICHELE EMILIANO CONSULENTE: «INCARICO NON AUTORIZZABILE». PORTA APERTA A UNA SCAPPATOIA

Informato Decaro. Altra soluzione o rientro in magistratura. l’indicazione che arriva dalla terza commissione del Consiglio superiore della magistratura.

Michele Emiliano non può assumere l’incarico di consigliere giuridico del governatore Antonio Decaro. È questa l’indicazione che arriva dalla terza commissione del Consiglio superiore della magistratura, che ieri ha affrontato in maniera completa il caso dell’ex presidente della Regione Puglia – ed ex pubblico ministero – decidendo di comunicare alla giunta regionale come, allo stato delle cose e per come è stato definito il ruolo di Emiliano, l’incarico non pare autorizzabile. La commissione presieduta dal magistrato Marcello Basilico, sul punto, dovrà ancora deliberare e portare la propria proposta al plenum del Csm, che comunque ha l’ultima parola sul caso. Difficile però che un’indicazione del genere possa portare i 30 componenti dell’organo di autogoverno della magistratura a decidere diversamente.

La vicenda non è però ancora chiusa: la giunta regionale, una volta ricevuta la comunicazione sul «no» all’incarico per Emiliano, potrà infatti studiare altre soluzioni da sottoporre alla commissione, soluzioni che andranno poi valutate e, nel caso, approvate. Lo scoglio è legato a una norma, presente nella legge Severino, che vieta espressamente ai magistrati ordinari di ricevere degli incarichi di consulenza giuridica.

Nei giorni scorsi, dopo che la commissione aveva già frenato la procedura, chiedendo alla Regione maggiori dettagli sull’incarico per Emiliano, Decaro si era detto fiducioso, confidando nel fatto che la seconda proposta avesse portato a «risolvere» la questione. Così, però, non è stato. Emiliano, che per questo aveva chiesto un prolungamento dell’aspettativa di cui gode dal 2003, aveva precedentemente richiesto di essere collocato «fuori ruolo» dal Csm, ma anche questa possibilità gli era stata negata. La collocazione fuori ruolo, infatti, può essere concessa qualora l’incarico esterno possa portare dei benefici sulla futura attività da magistrato. Emiliano, però, compirà 67 anni a luglio. Qualora non si dovesse trovare una soluzione, all’ex pm rimarrebbero due scelte: la pensione anticipata o il collocamento in un tribunale fuori regione.

L’incarico da consigliere giuridico era stato affidato a Emiliano, da Decaro, nel giorno in cui l’ex eurodeputato del Pd aveva assunto ufficialmente la carica di presidente della Regione. Nei mesi precedenti, Decaro era stato coinvolto in lunghe trattative, condotte anche con i dirigenti nazionali del Partito democratico, legate al ruolo di Emiliano in giunta. Alla fine, Decaro decise di non assegnargli un assessorato ma di conferirgli l’incarico esterno, con compenso da 130mila euro annui. «Ho chiesto a Michele, in estate, di fare un passo di lato che mi consentisse maggiore libertà d’azione e serenità nel ruolo di presidente.

E lo ringrazio ancora una volta per aver accolto il mio appello», disse Decaro nel giorno del suo insediamento nell’aula magna della Corte d’Appello di Bari. «Ma ho sempre detto che il bagaglio di conoscenze e di esperienza che Michele Emiliano rappresenta per la Puglia, non sarebbe andato disperso. Per questo ho chiesto a Michele di ricoprire il ruolo di consigliere giuridico della Presidenza su questioni sulle quali la sua competenza, da giurista, prima ancora che da politico, sarà preziosa per tutti». Ovvero, aggiunse Decaro, «l’interpretazione di norme, la predisposizione di disegni di legge, la preparazione dei dossier per la Conferenza delle Regioni e per la transizione industriale, la semplificazione dell’ordinamento giuridico regionale. Stiamo già lavorando insieme, da settimane, su alcuni dei dossier più delicati, in totale sintonia».

corrieredelmezzogiorno