Michele Lorusso, maestro di musica di lunga esperienza, è una figura che ha lasciato il segno ben oltre i confini locali. Nel corso della sua carriera ha diretto decine di orchestre, non solo in Italia, portando in scena un repertorio ampio e prestigioso che spazia dall’opera lirica alla sinfonica: da Verdi a Rossini, passando per Puccini, Mozart e molti altri grandi compositori.
Padre e fondatore del coro polifonico “Città di Vieste Don Giorgio Trotta”, Lorusso ha sempre coltivato un profondo legame con la sua terra, contribuendo in maniera significativa alla crescita culturale del territorio. Oggi, però, si presenta in una veste diversa, più intima e personale, regalando al pubblico due brani “leggeri”, scritti e musicati da lui stesso.
L’ispirazione nasce in modo semplice e spontaneo. «Tutto è cominciato dopo una chiacchierata con due fidanzati quest’estate», racconta il maestro. «Hanno magnificato Vieste con un entusiasmo contagioso». La particolarità? I due sono anche un duo musicale, cantano e suonano insieme. Da quell’incontro, Lorusso ha riscoperto alcuni appunti lasciati nel cassetto e, incoraggiato proprio da loro, ha deciso di trasformarli in musica, (tutti i diritti riservati – registrati su Patamu Registry ai numeri 286156 e 288494). Il mese scorso li ha contattati, proponendo di interpretare i brani: lei è Aurora Romano, lui Mario Conti.
Nascono così due composizioni profondamente legate a Vieste. La prima, “Serenata a Vieste paese di mare”, interpretata da Mario Conti, è una sorta di serenata dedicata alla città: un canto d’amore sincero e appassionato, che ne esalta la bellezza e l’anima marinara.
Il secondo brano, “L’amore di Cristalda e Pizzomunno”, rappresenta invece una rivisitazione della celebre leggenda locale. «Non c’è alcun paragone con la versione di Max Gazzè», precisa Lorusso. «La mia si ispira sì alla tradizione, ma ho scelto di darle una veste musicale diversa, con un ritmo latino». Una scelta originale che dona nuova vitalità a una storia antica, mantenendone intatto il fascino ma reinterpretandola in chiave moderna.
Due “perle” leggere, come le definisce lo stesso autore, nate quasi per caso ma cariche di sentimento e identità. «Spero che piacciano», conclude Lorusso. «E naturalmente le dedico al mio paese».
“Serenata a Vieste paese di mare”
“L’amore di Cristalda e Pizzomunno”



