Menu Chiudi

VICO DEL GARGANO. PICCOLO MONDO ANTICO, ANZI ANTICHISSIMO.              

Non c’è nulla di nuovo sotto il cielo vichese, tutto vecchio. Racconto, linguaggio, nomi e fatti. Si afferma che gli “amministratori” sono lo specchio del paese che li ha scelti. Questo specchio, subito dopo la scelta, non è mai pulito, normale, liscio, fedele. Alle prime settimane incomincia ad incurvarsi e diventa, di volta in volta, concavo o convesso,secondo gli interessi in gioco, distorcendo l’immagine iniziale e il linguaggio delle promesse solennemente assunte.

Ci si dimentica con una certa nonchalance che la narrazione dovrebbe essere al futuro mentre si continua, proditoriamente e colpevolmente, a ricordare il passato. Il passato di questo paese, ad eccezione di rari e mancati guizzi di nobiltà mentale, potrebbe essere cancellato con un tratto di matita.

Non arrecherebbe nessun danno; rimarremmo tali e quali. Il passato lo stiamo ruminando da troppo tempo e da quegli errori non abbiamo imparato nulla, ma proprio nulla. Ci viene rovesciato (vomitato) addosso una logora e stanca pantomima del quotidiano; delle cose fatte e delle cose mancate.

Ma il linguaggio di un “amministratore” è ben lontano dal disegnare una Vico diversa, in cammino. Il paese sembra uno dei quei motorini fracassoni che smarmittano rumore senza camminare, fermi; l’importante è far casino.

Eppure di cose da fare non ce ne sono molte, ma quelle poche, a cui si dovrebbe mettere mano con decisione, sono decisive e strategiche. Ad oggi non ho ancora sentito, da parte degli “amministratori”, comunque seduti sugli scranni della maggioranza e della opposizione, una parola proiettata nel futuro, di resurrezione. Questo manca. La resurrezione dei cattolici arriva fra qualche giorno. Quella del paese dovremo aspettare.

Cordialmente!


michele angelicchio