Nelle ultime ore un nuovo episodio di cronaca ha contribuito ad alimentare il clima di tensione in città: un’autovettura è stata incendiata nel centro di Vieste.
Arrivano i primi aggiornamenti sul caso dell’agguato a Danilo Notarangelo, il 35enne ferito a colpi di fucile lo scorso 19 marzo a Vieste. Da raccolta dati di statoquotidiano.it, in giornata l’uomo è stato dimesso dalla Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni rotondo, dove era stato ricoverato dopo il ferimento. le sue condizioni, già giudicate non gravi nelle ore successive all’attacco, hanno consentito il rientro a casa. al momento, però, non si registrano sviluppi investigativi rilevanti sull’agguato. gli inquirenti mantengono il massimo riserbo e proseguono il lavoro per chiarire dinamica e movente dell’episodio.
Intanto, nelle ultime ore un nuovo episodio di cronaca ha contribuito ad alimentare il clima di tensione in città: un’autovettura è stata incendiata nel centro di Vieste. non è ancora chiaro se l’episodio sia collegato al ferimento di Notarangelo o se si tratti di un evento isolato, ma l’accaduto rafforza la percezione di una situazione delicata sul territorio.
L’episodio che ha riacceso i riflettori sulla sicurezza nel Gargano risale alla serata del 19 marzo, quando Danilo Notarangelo è stato raggiunto da diversi colpi di fucile caricati a pallettoni. secondo le prime ricostruzioni, due persone a bordo di un’auto avrebbero esploso almeno tre colpi contro il 35enne. ferito all’addome e a un braccio, l’uomo è riuscito a fuggire trovando rifugio in un vicino negozio di alimentari, dove è entrato sanguinante, provocando il panico tra i presenti. immediato l’intervento dei soccorsi: Notarangelo è stato trasportato d’urgenza in ospedale tramite elisoccorso. fin da subito le sue condizioni sono apparse serie ma non tali da metterne in pericolo la vita.
la figura di Notarangelo è ritenuta sensibile dagli investigatori anche per i suoi legami familiari con ambienti della criminalità organizzata locale: è infatti imparentato con Angelo Notarangelo, detto “cintaridd”, boss della mafia garganica ucciso in un agguato nel 2015. non si tratta inoltre del primo episodio che lo vede coinvolto. già nell’agosto 2022 era rimasto ferito in un altro agguato lungo la strada per mattinata.
Le indagini, coordinate dalla direzione distrettuale antimafia di Bari, si concentrano sull’ipotesi di un possibile riassetto degli equilibri criminali nella zona. un contesto reso ancora più instabile dall’arresto del boss Marco Raduano, oggi collaboratore di giustizia, che avrebbe lasciato spazi a nuove dinamiche tra gruppi rivali.
a seguito dell’agguato, il sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti aveva parlato di un fatto “gravissimo”, chiedendo un intervento immediato per evitare una nuova escalation di violenza, simile a quella già vissuta tra il 2018 e il 2019. le autorità continuano a monitorare con attenzione la situazione, soprattutto alla luce degli ultimi episodi che, pur non ancora collegati tra loro, contribuiscono a delineare un quadro preoccupante.
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