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VICO/ FOLLIE DI JAZZ. UNA PIECE TEATRALE PIÙ AVVENTUROSA DELL’ODISSEA, DOVE TUTTE E TUTTI SONO ULISSE.

Non è solo uno spettacolo, è una storia dal vivo, raccontata con la voce delle protagoniste e dei protagonisti e con i ritmi della musica JAZZ. La storia di una città, New Orleans, un quartiereStoryville,e quella di un famoso club a New York, il Cotton Club.La regista Giovanna Lombardi, Angelica Di Cosmo; Giovanna Fiorito, sono il volto e la voce di tre cantanti che hanno “fatto” la canzone Jazz; senza di loro non esisterebbe canzone:Billy Holiday; Dinah Washington; Ella Fitzgerald.

Tre vite, tre miraggi, tre successi. Non solo cantanti, ma storie che vibrano: ferite che diventano ritmo, cadute che diventano swing. Nicole d’Attoli, trasforma con grazia e intuito non comune, l’atmosfera respirata di un’epoca in parole uscite dalla Storia. MabchourSanaa, il volto e il ballo di donna che disegna sogni nell’aria e colma di provocazioni le notti del famoso club.

Maria Giovanna Cilenti, la maitresse, la femme fatale, la Lola, che attira gli uomini come la carta moschicida e li piega ai suoi piedi; per questo il Cotton Club è famoso nel mondo. Lilia Buo, donna dura, di ogni esperienza, la vita ne ha fatto un guerriero, non teme l’ambiente né gli incontri, né l’ubriaco provocatore Jan van demBemd. Michele Angelicchio, l’amico Nick Carraway del “Grande Gatsby”.

Pagine intramontabili del romanziere che ha battezzato la “gioventù perduta”Francis Scott Fitzgerald. Il monologo è il punto d’incontro di due modelli di società, quella blasonata con la puzza sotto il naso e quella venuta e costruita dal basso. Due virtuosi della chitarra impreziosiscono la colonna sonora della piece: il tocco lieve e magico di Fernando d’Anelli; ci ricorda tanto il grande Franco Cerri. La voce black di Patrizia Colafrancesco. Nicola Giuliani,chanteur, dedica una canzone al Cotton Club, ritmo e passione. Il finale è affidato all’ammaliante voce di Annarosa Lutanno, la “Rose” del club, accompagnata da Fernando nella “Over the Rainbow”; c’è una versione cantata da Eric Clapton che ti trasporta in paradiso. Non poteva esserci finale più bello uscito dalla Casa di Babette-Teatro di Giò.   

Si ringrazia: Laura Delli Muti-Social Media Manager- Luciano Lamonaca per l’assistenza tecnica. I proprietari del Cinema Paris.