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ABUSI EDILIZI NEL PARCO DEL GARGANO: SEQUESTRATA STRUTTURA DI 3.000 MQ (VIDEO)

Operazione di polizia ambientale della Capitaneria di Porto di Manfredonia in un’area di particolare pregio del Parco Nazionale del Gargano, sottoposta a molteplici vincoli ambientali e idrogeologici. L’intervento, condotto dai militari del Nucleo Operativo di Polizia Ambientale e coordinato dal 6° Centro Controllo Ambiente Marino della Direzione Marittima di Bari, ha portato al sequestro preventivo di un complesso edilizio di circa 3.000 metri quadrati.

L’attività investigativa ha preso avvio da accertamenti che avrebbero evidenziato presunte irregolarità nelle autorizzazioni edilizie e violazioni della normativa a tutela del paesaggio e dell’assetto del territorio, legate ai lavori di ristrutturazione di alcuni fabbricati. L’area interessata è infatti soggetta a stringenti limitazioni, dovute sia alla fragilità ambientale sia al rischio idrogeologico, oltre che ai vincoli previsti per le costruzioni in prossimità della fascia demaniale marittima.

Secondo quanto emerso, gli interventi avrebbero comportato modifiche rilevanti al contesto naturale, con possibili ripercussioni sull’equilibrio ecosistemico e sulla stabilità del versante costiero, in difformità o in assenza dei necessari titoli autorizzativi.

Nel tentativo di eludere i controlli, i presunti responsabili avrebbero inoltre murato gli accessi ad alcuni locali. Un espediente che non ha impedito ai militari di portare a termine le verifiche e procedere al sequestro dell’intera struttura, successivamente convalidato dall’Autorità giudiziaria.

A carico degli indagati sono state ipotizzate diverse violazioni, tra cui quelle previste dal Testo unico dell’edilizia, dal Codice dei beni culturali e del paesaggio e dal Codice della navigazione.

L’operazione si inserisce nel più ampio quadro delle attività di controllo del territorio e di contrasto agli abusi, finalizzate alla tutela del patrimonio ambientale e paesaggistico del Gargano, un’area di grande valore ma particolarmente vulnerabile.

Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari: la responsabilità degli indagati dovrà essere eventualmente accertata nel corso del processo, nel pieno contraddittorio tra le parti.