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LIDI APERTI DAL 18 MAGGIO DEFIBRILLATORI E PLASTICA GLI OBBLIGHI PER I GESTORI

La bozza dell’ordinanza che oggi sarà discussa con le imprese Stagione anticipata ma non tutti sono pronti: “Lavori in corso.

Quest’anno in Puglia la stagione balneare parte prima. Li­di aperti dal 18 maggio al 13 settembre. Ombrelloni, lettini e ser­vizi saranno a disposizione dei ba­gnanti già dalle terza settimana di maggio. Apertura anticipata di due settimane rispetto allo scorso an­no, quando il calendario fissava l’i­nizio al 1° giugno. La nuova disposi­zione, insieme a una serie di altre novità, è prevista nella nuova ordinanza della Regione che in queste settimane è al vaglio delle associa­zioni di categoria dei titolari e ge­stori degli stabilimenti balneari pu­gliesi.

Questa mattina si terrà un incon­tro tra l’assessore Raffaele Piemon­tese e le parti sociali per analizzare insieme il contenuto dell’ordinan­za e apportare anche delle possibili modifiche. Si tratta infatti ancora di una bozza e quindi non del tutto definitiva. L’anticipazione dell’a­pertura uniforma la stagione bal­neare in Puglia a quella nazionale. Subito dopo la metà di maggio i lidi dovranno essere aperti e pronti con tutti i servizi.

La novità, se da una parte è stata accolta di buon grado dagli operatori del settore, dall’altra non tutti, almeno per que­st’anno, possono assicurare l’aper­tura anticipata. I lavori per molti so­no ancora in corso e altri non li han­no ancora iniziati sapendo di dover partire l’I giugno. Per alcuni pesa anche la problematica dell’erosio­ne, per altri la mancanza di certez­ze sulla tempistica ha portato a fis­sare la data in base alla precedente ordinanza.

«Cogliamo bene la notizia del­l’anticipazione perché la nostra missione è quella di destagionalizzare – spiega Mauro Della Valle, presidente di Confimprese dema­niali – ma obbligare gli stabilimen­ti all’apertura’del 18 maggio crea un vero problema, molti non sono ancora pronti perché per program­mare l’attività serve una comunica­zione congrua».

Tra le novità di quest’anno c’è an­che un rafforzamento del divieto dell’utilizzo della plastica. L’obietti­vo è quello di spiagge plastic free. L’ordinanza prevede in­fatti il divieto assoluto di utilizzo di plastica mo­nouso per la somministra­zione di alimenti e bevan­de, questo vuole dire che piatti, bicchieri e posate dovranno essere esclusi­vamente in materiale bio­degradabile e composta­bile.

Ma anche su questo i balneari sollevano qual­che dubbio.

«Va bene che lo facciano gli stabilimen­ti balneari – dice Della Valle – ma dovrebbero far­lo anche gli utenti. E co­me facciamo noi a control­lare il rispetto dell’ordinanza?». Lo stesso vale per il divieto di consu­mo di bevande in vetro se non esclu­sivamente nelle aree bar. Un con­trollo che gli operatori non si sento­no di poter assicurare per tutti i fruitori. Altra contestazione riguar­da l’obbligo del cartello da affigge­re durante il periodo di apertura non obbligatoria (e quindi facoltati­va in inverno) in cui bisogna indica­re che le “acque non sono monitora­te”. Questo secondo Confimprese demaniali potrebbe indurre in erro­re facendo pensare ai turisti alla presenza di un mare inquinato.

Le questioni sembrano comun­que tutte risolvibili e alla riunione di questa mattina il clima sarà alquanto collaborativo. «Abbiamo aperto un confronto costruttivo – spiega l’assessore Piemontese – co­sì da gestire al meglio e in base alle reali esigenze la prossima stagione balneare».

Non finisce qui. L’ordinanza pre­vede inoltre dotazioni di sicurezza più stringenti, recependo le indica­zioni della Direzione marittima di Bari. Ogni struttura dovrà essere do­tata di defibrillatore con personale costantemente abilitato all’uso, il kit di rianimazione completo e bombole di ossigeno con manome­tro e saturimetro. Oltre all’obbligo di percorsi perpendicolari alla bat­tigia con pedane amovibili. Ogni struttura balneare dovrà essere do­tata di almeno un ausilio speciale (sedia per il trasporto di disabili e anziani adatta al mare). Sono anche previsti angoli nursery attrezzati con fasciatoio e scalda biberon per le famiglie.

Viene infine ribadito il valore ecologico della Posidonia oceani­ca, per la quale l’asportazione è vietata perché considerata un ripascimento naturale delle spiagge, salvo casi speciali. Resta il consueto divie­to di occupare con ombrelloni o let­tini la fascia di 5 metri dalla battigia (riducibile a 3 metri dai Comuni so­lo in casi eccezionali), destinata al li­bero passaggio.

Repubblica bari