Menu Chiudi

“PAESAGGI CINEMATOGRAFICI DEL GARGANO” SARÀ PRESENTATO IL 16 APRILE ALL’ASP ZACCAGNINO, SAN NICANDRO GARGANICO

Il Gargano come luogo dell’immaginario, spazio narrativo e “geografia dell’anima” prende forma nel volume “Paesaggi cinematografici del Gargano”, pubblicato da Andrea Pacilli Editore e curato da Teresa Maria Rauzino, Michele Eugenio Di Carlo e Claudia Zilletti.

Il libro raccoglie i contributi di dieci studiosi della Carta di Calenella, presentati in occasione della XV Adunanza tenutasi a San Nicandro Garganico, che ha offerto un mosaico ricco e articolato di prospettive su un tema ancora poco esplorato: il rapporto tra cinema e paesaggio garganico.

Il volume è il risultato del percorso culturale della Carta di Calenella, una rete di studiosi e ricercatori impegnati nella valorizzazione del territorio garganico. Negli anni, questo laboratorio culturale diffuso ha coinvolto numerosi centri del Promontorio, contribuendo alla costruzione di una rete condivisa di conoscenze e alla pubblicazione di importanti opere collettive.

Attraverso saggi che spaziano dal neorealismo alla dimensione transnazionale, dalla memoria culturale alla lettura sociologica della fragilità, il volume restituisce l’immagine di un territorio vivo e complesso.

Il Gargano emerge come protagonista silenzioso delle narrazioni filmiche: un corpo vivente che partecipa alle storie, custode di identità, spiritualità e memoria collettiva.

Teresa Maria Rauzino, con i testi dedicati a “L’Antimiracolo” di Elio Piccon e a “Il figlio dell’uomo” di Virgilio Sabel, ricostruisce un Gargano neorealista e sacro, in cui la pietas e la povertà diventano materia estetica, dove il territorio si fa protagonista silenzioso: un corpo vivente che partecipa alla narrazione. Con il saggio “Tra romanzo, film e territorio: La loi di Roger Vailland e La legge di Jules Dassin sul Gargano”, ci riporta poi agli anni Cinquanta del Novecento, a un Gargano in cui si incrociano la letteratura europea, il cinema internazionale e la cultura popolare meridionale, fuori da ogni schema codificato.

Alessandro Rota indaga il valore etico del cinema come archivio della memoria, mostrando come l’immagine filmica possa salvare dall’oblio i patrimoni materiali e immateriali come le Torri del Varano facendosi veicolo di cittadinanza culturale.

Daniel De Lucia, con “Zefat–San Nicandro. Il viaggio di Eti” (2010), intreccia cinema e identità, tracciando un inedito dialogo tra Gargano e Israele. Il suo saggio restituisce una visione transnazionale, dove il paesaggio garganico si carica di significati diasporici e spirituali.

Maria Antonietta Di Sabato porta l’attenzione sul fermento creativo di Manfredonia e sulla visione poetica di Vincenzo Totaro, esplorando la fusione tra linguaggi cinematografici, musicali e dialettali.

Nel contributo di Matteo Coco, il Gargano diventa laboratorio del neorealismo: da Francesco De Robertis a Sergio Rubini, si dispiega una poetica della marginalità che coniuga impegno civile e introspezione umana.

Incoronata (Natia) Merlino interpreta “I cavalieri che fecero l’impresa” (2001) di Pupi Avati come allegoria della ricerca spirituale. Il Gargano vi appare come spazio mitico e fiabesco, luogo di passaggio tra fede e leggenda.

Con Claudia Zilletti, il discorso si apre alla dimensione comparativa e postcoloniale: nel film “Il sole scotta a Cipro” (1964), l’autrice riconosce un parallelo visivo con il Gargano, ponendo in rilievo il tema dello sguardo straniero sul Mediterraneo e la costruzione di un’identità filmica transregionale.

Michele Eugenio Di Carlo analizza la figura di Ferruccio Castronuovo, esplorando la sua “narrazione dei vinti”: un cinema e una letteratura che raccontano la resistenza delle classi subalterne e l’umanità delle periferie garganiche.

Anche Giuseppe Soccio ci restituisce un intenso ritratto di Ferruccio Castronuovo, protagonista di un incontro a San Marco in Lamis, testimoniando la continuità tra esperienza artistica e radicamento territoriale.

Tommaso Pasqua, con “Fragilità come ricchezza nel cinema sul Gargano”, propone infine una lettura sociologica della vulnerabilità come valore estetico, sottolineando come la debolezza diventi segno di autenticità e risonanza universale.

“Il Gargano è una terra che racconta storie attraverso la luce dei suoi paesaggi, il respiro del mare e la memoria delle comunità. Questo libro ne restituisce la straordinaria forza narrativa”, ha dichiarato Patrizia Lusi, sottolineando il valore del cinema come strumento di valorizzazione culturale ed economica del territorio. “L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio che promuove il dialogo tra cultura, territorio e creatività, confermando il Gargano come una realtà viva, capace di generare immagini, emozioni e futuro”.

La presentazione del volume si terrà giovedì 16 aprile alle ore 17.30 presso la Sala Convegni dell’ASP Zaccagnino, in Località San Nazario, agro di San Nicandro Garganico.

La scaletta prevede i saluti istituzionali di Patrizia Lusi (presidente Asp “Vincenzo Zaccagnino”); Matteo Vocale (sindaco del Comune di San Nicandro Garganico); Nello Biscotti (promotore della “Carta di Calenella”, georgofilo, dottore di ricerca in Botanica).

Saranno presenti i curatori del volume: Michele Eugenio Di Carlo (Società di Storia Patria per la Puglia); Teresa Maria Rauzino(presidente Sezione Gargano Società di Storia Patria per la Puglia); Claudia Zilletti (dottore di ricerca in Anglistica).

Interverranno l’editore Andrea Pacilli e, tra gli autori, Incoronata (Natia) Merlino (bibliotecaria, archivista, filologa) e Matteo Coco (presidente del Centro Documentazione sulla Storia e la Letteratura dell’Emigrazione di Capitanata). La cittadinanza è invitata